due pidocchi sulla criniera del cavallo

 

Questa fu una frase “storica” vera che significava che nel PCI vi erano degli infiltrati, pochi, ma stavamo ai primi anni della prima repubblica. Allora si era un po’ più seri in quel partito. Oggi è triste che i pidocchi abbiano ucciso persino il cavallo per quanti sono diventati, credo che neanche il DDT lo avrebbe salvato e la sua tossicità fosse il male minore.

Il risultato vittorioso del No al referendum dice chiaramente che i comunisti e la sinistra devono dotarsi di un nuovo cavallo, con lo scopo di curarlo, tutelarlo e proteggerlo da nuove infiltrazioni di pidocchi, vigilando molto meglio di come si faceva nel passato. Chi è comunista, socialista o di sinistra sa bene che al più presto bisogna nuovamente avere una rappresentanza parlamentare e in tutte le altre istituzioni, in modo da  poter essere veramente una forza politica in grado di difendere in particolare i ceti deboli della società, altrimenti si è solo una associazione.

Questo nodo dolente non riguarda solo le forze politiche, ma anche quelle sociali in particolare l'ANPI, la CGIL, l'Arci e tutto il popolo di sinistra perché attualmente non ha una rappresentanza e nessuna sponda nelle istituzioni. Nel passato eravamo tutti più forti perché avevamo nostri partiti che esprimevano: valori, idealità, morale,etica, passione e una grande ideologia. Oggi queste cose bisogna riconquistarle con la lotta perché sono cose importantissime che non vengano regalate. Per uscire dalla crisi dobbiamo continuare a lottare con rinnovato impegno contro il capitalismo per ottenere qualche elemento di socialismo che i pidocchi dalla seconda parte dagli anni '70 ad oggi, ci hanno privato senza alcun ritegno, tanto è che i ricchi di ieri si stanno sempre più arricchendo e gli sfruttati di ieri si stanno impoverendo sempre più.

Nel paese vi sono dei progetti politici che vengono criticati ingiustamente, mi riferisco alla proposta di Pisapia, anche perché è una proposta legittima. 

Mi piacerebbe vedere finalmente in campo un progetto di sinistra e che sia condiviso da molti e lasciar perdere le proposte di altri soggetti non di sinistra e che si organizzano con i propri obiettivi con la speranza di poterci incontrare nella lotta domani. Ma ancora per chi è ascoltato dai mezzi di comunicazione, per chi non vuole lasciare la sedia virtuale di dirigente nazionale non pensa minimamente ad organizzare un tavolo per formare una proposta condivisa in maniera ampia e credibilmente alternativa.

Se non si cerca di fare questo è perché non abbiamo né idee né voglia di cambiare. Credo di poter dire che se non si fanno queste cose è perché ci stiamo abituando tutti all'indifferenza. Altro che rivoluzionari!


Giampiero Nicolini