allarme per tutta la sinistra

 

La “manovra Monti” sta passando nei rami parlamentari, con parziali modifiche che giustificherà lor signori a dire che è equa: noi sappiamo che questo non è affatto vero.

Già in un precedente scritto dissi che il governo Berlusconi era comandato da un burattino  e quello  Monti dai burattinai, oggi lo riaffermo. La sinistra, quella che fa riferimento alla classe operaia, con professionalità vecchie e nuove se vuole avere un futuro deve smetterla con divisioni velleitarie, come è avvenuto tante volte.

Il governo Napolitano - Monti non si è fatto solo per tentare di superare la bancarotta mondiale ed europea del sistema capitalistico imposto dal mercato arrogante e disumano, ma anche per sperimentare con l’attuale laboratorio la fine del pluralismo politico.

La cosa è preoccupante perché con lo stesso metodo vogliono modificare la legge elettorale, si è visto palesemente come Bersani tratta Di Pietro con ricatti come se stesse ai suoi ordini. Questi comportamenti rappresentano non solo una minaccia ma una realtà perché ciò che si era stabilito a Vasto fra Bersani - Di Pietro - Vendola non è più valido per quasi tutto il Partito Democratico. Il gruppo dirigente del Partito Democratico ha già scelto l’alleanza con il terzo polo ecco perché la sinistra tutta dovrebbe far cadere tutte le pregiudiziali costruite maggiormente da chi vuole curare solamente il proprio orto. Se si vuole rappresentare davvero la classe e i ceti deboli comportamenti separatisti devono essere battuti dalla base. Difendere la Carta costituzionale, difendere i diritti, i salari, le pensioni ecc. ecc. e conquistare certezze per tutti i lavoratori spazzando via  il precariato, tornando ad una vita più umana giusta dove l’uguaglianza ridiventi la méta da raggiungere. Anche perché abbiamo visto che quando da essa ci allontaniamo le masse non stanno meglio e addirittura vengono abbandonate da chi nel passato era suo alleato e suo riferimento. Oggi i partiti maggiormente rappresentativi sono lo strumento del grande capitale, si denota con grande tristezza che le differenze si stanno appiattendo ecco uno dei motivi per cui negli scandali e tangenti vi è un pesante consociativismo.

Occorre che si apra un tavolo dove tutta la sinistra torni a confrontarsi e con una politica unitaria rispettosa delle differenze crei la forza per non essere sottomessa dai peggiori revisionisti nostrani, che predicano bene ma razzolano male. I tira- fili di ieri e oggi al governo sono costretti a fare direttamente il lavoro sporco perché nei confronti dei partiti non vi è più credibilità, con condizionamenti pesanti larga parte delle masse devono addirittura votarle,altro che solo preferenza! (come propongono alla modifica dell’attuale legge elettorale). Basti pensare che in molti comuni si ha la mafia al governo ma la stragrande maggioranza di quel popolo vota così da mettere i mafiosi al governo. Non sono anche loro mafiosi? E se i partiti si alleano per puntellare il cosiddetto governo dei tecnici sono responsabili o colpevoli, non lo sono anche i loro elettori? Quando la classe sfruttata nel passato conquistava avveniva perché i partiti che facevano riferimento ad essa erano coesi nelle loro proposte, richieste e aspettative perciò chi fa riferimento ad esse davvero deve abbandonare la politica del si salvi chi può e deve tornare a rappresentarle al meglio per battere il nemico di sempre: il padrone, il mercato disumano la finanza e la farsa impresa.

"In questo contesto è fondamentale includere tutti quei movimenti e quelle associazioni che, pur riconoscendosi nella sinistra più autentica, al momento non si sentono rappresentati da nessun partito politico. Il distacco dai partiti non significa distacco dalla passione politica, milioni di cittadini lo certificano dando vita a un associazionismo molto diffuso che attraverso la propria attività manifesta opinioni, propone soluzioni e ottiene risultati. Sarebbe un grave errore non essere inclusivi nei confronti di queste realtà".



Associazione Culturale “Il Migliore”