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« Un uomo solo è al comando; la sua maglia è biancoceleste; il suo nome è Fausto Coppi!!!»
Quest'oggi, a giochi fatti (la S.G. Casal Bertone ha colto un pareggio tre a tre sul terreno del Real Cento Celle), vorrei raccontarvi un po' della storia della mitica frase del titolo di testa pronunciata da Mario Ferretti all'apertura della radiocronaca della terzultima tappa del Giro d'Italia del 1949.
Mi serve e la uso, per iniziare un bel discorso. Era un uomo solo, Fausto Coppi. Come capita di essere, solamente ai campioni più grandi, nonostante le sterminate schiere di tifosi. Solo, sulle salite del giro e su quelle della vita. Vorrei farvi rivivere quell'epica fuga, durante la Milano-Sanremo del 1946, quando Coppi accumulò 14 minuti di vantaggio sul primo degli inseguitori e lo speaker della corsa annunciò: «Primo classificato, Coppi Fausto. In attesa del secondo classificato, trasmettiamo musica da ballo!». Ancora solo, al comando della corsa che lo consacrerà definitivamente fra i più grandi atleti della storia, in quel Tour de France del 1949 che verrà celebrato dal
radiocronista Mario Ferretti con una frase che, passando di bocca in bocca, si tramanderà nei decenni futuri: «Un uomo solo è al comando; la sua maglia è bianco-celeste; il suo nome è Fausto Coppi!!!». Emozioni forti ragazzi, lo scorrere di quelle immagini fa pulsare il cuore ancora adesso, quelle sbiadite sequenze in bianco e nero, restano impresse nella mente. Immagini non solo legate alla cronaca di una lunga serie di gare ciclistiche, ma un vero e proprio compendio, un almanacco reale della storia e delle imprese italiane.
Tutti i grandi inviati dell'epoca si sono forgiati in quell'epica palestra del ciclismo per le imprese di Coppi hanno scritto: Gianni Brera, Dino Buzzati, Giorgio Fattori, Alfonso Gatto, Indro Montanelli e Orio Vergani, al cui cospetto io, umile narratore di “imprese e di storie di calcetto“ m'inchino e m'ispiro.
Lunga premessa per raccontarvi che oggi 5 Novembre 2010, a conclusione degli incontri che si sono giocati questa sera, la S. G. Casal Bertone è da sola in testa, sola, al comando della classifica del girone “b“ del campionato provinciale di calcetto della provincia di Roma. Una bella impresa ragazzi!!! Non per niente, ho abbinato il ricordo delle imprese di un grande campione, in
realtà era ed è mia intenzione ricordare che sull'altra faccia della medaglia delle vittorie di Fausto Coppi, c'erano grandi sacrifici, frutto di dedizione e di tenacia di un uomo speciale. Lui e stato il capostipite dei moderni metodi di allenamento, in un certo senso, ha far uscire il ciclismo – e lo sport - dal medioevo, sottoponendosi a rigidi allenamenti, programmati scientificamente e
appositamente mirati. I risultati furono la della velocità prolungata con tabelle sempre più rigorose e risultati sempre più sorprendenti.
Coppi lottò, sempre, anche con la povertà. Maturò alla scuola di un massaggiatore cieco e competente che era Biagio Cavanna, un uomo che lo ha fatto crescere spartanamente, come un atleta adulto e consapevole. Noi della “famiglia“ dell'S. G. Casal Bertone, l'ho abbiamo impresso nel cuore e nel pensiero: “nessuno ci regalerà mai niente, tutto è frutto della nostra determinazione, della nostra volontà, della dedizione e dell'impegno di ognuno di noi“ lo sostiene accoratamente, quasi sottovoce, il giovane mister Francesco Viglietta, un tecnico capace e ostinato, che è stato designato a quel ruolo da tutto lo staff della dirigenza e dallo stesso mister dell'anno scorso – il carissimo amico – Luciano Minella. - Consolidare i risultati e proseguire il cammino con continuità e capacità, implica la volontà di “faticare insieme“, allenamento su allenamento, trama su trama, azione su azione i risultati saranno sempre figli di un sacrificio “collettivo“.
Una lacrima ha radici più profonde di un sorriso diceva il filosofo Emil Cioran. E' questo il “credo“! Più ci impegneremo, più lontano spingeremo il nostro cammino. Rimanendo sempre ben ancorati, con i
piedi per terra, …il sentiero che rimane è lungo e insidioso, gli avversari, che continueremo ad incontrare, hanno la nostra stessa tenacia e ogni incontro nasconde un insidia, perciò: calma ragazzi!!! Sappiamo che uniti, insieme, l'uno per l'altro, con le gambe e con il cuore aggiungeremo alla preparazione atletica gli integratori giusti e le vitamine corroboranti che potranno alleviare la fatica. Abbiamo un bel gruppo anche quest'anno, a ranghi completi proprio un bella formazione, è una “casa“ seria quella dell'S. G. Casal Bertone!!! Questo venerdì sera, in trasferta abbiamo colto un pari: tre a tre con il Real Cento Celle, sono andati in gol Andrea Barba, Marco Tagliaboschi e Luca Losito (II°).
Per la cronaca, un tiro libero sbagliato e una serie di appuntamenti mancati sottorete. L'arbitro del match era una bella ragazza, dalla folta chioma bionda, che è riuscita benissimo a controllare ogni accenno d'intemperanza, c'era un rigore c'era una punizione per il sesto fallo degli avversari per noi, ma proprio all'ultimo minuto, la “direttrice di gara“ ha preferito fischiare la fine, così facendo cessare ogni ostilità.
Tutto sommato una gara ben diretta, - una “signora arbitro“ con personalità - questo il commento dello staff tecnico del Casal Bertone. Poi tutti a cena, tre giorni di riposo. Lunedì sera il prossimo allenamento: ore 20,30 tutti convocati, terreno di gioco del 3Zeta Calcio a Cinque - presso SINTEX in Via Di Centocelle 236/A ROMA-TUSCOLANO.
Il prossimo incontro, sempre sul terreno di casa: venerdì 12 Novembre ore 21,00 affronteremo la Spes di Montesacro. Vi aspettiamo tutti.
Rosario Sprovieri.
Un uomo al comando
La forza degli umili: Casalbertone 5 Spes Montesacro 2!
Sei giornate in vetta. Stanno in “cima” e resistono, tenaci come Walter Bonatti e Reinhold Messner, nonostante le difficoltà ai massimi livelli della "scala Welzenbach". Soli sulla sommità da sei settimane, i ragazzi della S.G. Casal Bertone di Francesco Viglietta e del padron Roberto Giansanti, sono saldamente al comando della classifica del girone “B” del campionato di calcetto della provincia di Roma. Questo venerdì, il secondo di novembre dell’anno duemiladieci, giochiamo in “casa”, sul nostro terreno di gioco abbiamo dinnanzi la “Spes Montesacro”. Quanti ricordi… quanta storia, quanta Italia in un gruppo sportivo che è la “Spes”. Agli inizi del 900’ per opera dei cattolici e di centinaia di “parroci”, servitori di Dio e della comunità, nacquero la Libertas e la Spes, con la loro tutela intrapresero le attività sportive milioni di ragazzi, migliaia di oratori. L’odierno Centro Sportivo Italiano, che ha già raggiunto il traguardo dei 100 anni di vita, (fondato nel 1906) è ancora oggi la testimonianza concreta dell’impegno del universo dei cattolici nella società civile.
La moderna struttura del CSI si deve alla continuità storica con il F.A.S.C.I. poi A.S.C.I. (Federazione Associazioni Sportive Cattoliche Italiane nata nel 1906) che fu la prima forma di riunione delle Spes et Libertas venute alla luce qualche tempo prima.
La stessa F.A.S.C.I. fu poi sciolta e vietata nel 1927 (come peraltro accadde a tutte le altre Associazioni Cattoliche e i movimenti degli Scout e alla loro stessa lingua “il dialetto”) ad opera del regime fascista. Bisognerà – poi - aspettare vent'anni finché nel 1945 si potesse ricominciare. Stasera sul terreno del tre zeta, per 60 minuti passa la “storia”, l’epopea di quegli uomini e quelle donne della ricostruzione. La storia della gente del popolo, operai “umili e testardi”, che con la sola forza delle braccia e una immensa spinta ideale, hanno messo in piedi questo paese che oggi è l’Italia.
Avrei il piacere di allegare un album fotografico, - non per nostalgia, ma perché a volte la storia si dimentica con una facilità sorprendente - degli oratori di tutte le regioni, dalla Valle d’Aosta sino alla Sicilia, perché gli “eroi” e le testimonianze di quel tempo non siano dimenticati. Una raccolta fotografica di quegli umili servitori di “Cristo”, - una ribalta - per un esercito di volontari che “le rogne se le andava a cercare” e che dava rifugio e sollievo ad un mondo di poveri e di senza speranze, - un riflettore – per un mondo che non aveva neanche la “luce”. Quanta ricchezza spirituale e quali ricchezze tangibili, sono nate dalla forza “nuda” di quegli uomini e dalla umiltà “povera” di quella gente! Il discorso ci porterebbe lontano… non voglio annoiare, avremo altro tempo e altro spazio per approfondire. Lo sò oggi siamo “sbrigativi”, veloci, ci limitiamo ad “aspettare” a non rischiare, a rimanere “a porta blindata chiusa” anche quando bussano alla nostra porta.
Viviamo in un tempo in cui al vangelo e all’umiltà abbiamo preferito il “do ut des”, il “mercimonio”, la cupidigia e l’apparire… i miei pensieri ad alta voce, rischiano sembrare i discorsi di un vecchio, però vi dico che, ho avuto un sussulto nel cuore, all’arrivo di quel gruppo di “ragazzi” in maglietta “verde nero” dei “della Spes Montesacro”. Carissimi amici, dirigenti ed atleti, nonostante l’esito dell’incontro, voglio augurarvi tanta fortuna per tanta strada ancora, per un cammino di successi, per continuare a dar testimonianza concreta ad una delle più belle “storie della nostra nazione”. Il match ha inizio alle venti e trenta, dà il fischio d’inizio un “signore in giacchetta nera” “un arbitro sbagliato”, delegato ad un “compito a lui sconosciuto”.
Lo so, non mi sono mai lasciato andare ad espressioni di una simile crudezza, ma – dovete crederci - il clima e la serenità della serata è stato “funestato” in maniera indecorosa, da un “direttore” di gara, - si fa per dire – (al quale speriamo che gli organismi federali non affideranno più, neanche la direzione di “scapoli e ammogliati” ad Ostia Mare).
Le due frazioni di gioco, si sono succedute senza neanche un fallo di gioco, pur se abbiamo registrato dai fischi (per fiaschi!) della “giacchetta nera”: due “falli” a uno nel primo tempo – due a due nel secondo! Poi una serie infinita di ammonizioni cervellotiche, cartellino “giallo” per quasi tutti i “ragazzi in panchina”. Per le motivazioni più incredibili, “-:non era seduto, non ha infilato in un nano-secondo la “pettorina”, faceva troppo rumore, si stava riscaldando a bordo campo, l’allenatore aveva osato rivolgere la parola all’arbitro!
Altro non ricordo, perché francamente non sono riuscito a capire il comportamento di un “tizio” che avendo scelto di intraprendere la carriera di “arbitro”, si pone costantemente e sistematicamente – sulla calma della gara - con uno “squilibrio decisionale”, mescolando e agitando le “acque chete di un acquario” con un “frullatore impazzito”. Un comportamento inaccettabile, oltraggioso non solo per le squadre in campo, ma per lo sport, per il sano agonismo e per la messa alla prova della pazienza e della calma degli spettatori intervenuti. Voglio sperare che il comportamento del “personaggio” di cui sopra sia comunque personalissimo e senza “secondi fini”, perché sarebbe comodo usare la celeberrima massima di Giulio Andreotti secondo la quale “a pensar male si fa peccato ma spesso ci si indovina!”, no, non ci voglio proprio pensare che, per un gioco, per un fenomeno dilettantistico qualcuno collabori e qualcun altro “fili la trama oscura” del degrado. Cosa poi potremmo obiettare al decadimento della “nazione”? …quando il lavoro si ottiene per raccomandazione, il sesso è una merce di scambio, la vita stessa si organizza in “barba alle regole comuni” per i soliti furbi?
E’ troppo? La Democrazia e la civiltà, passa pure per il comportamento di un Arbitro, uno al di sopra delle parti per la garanzia del gioco e della stessa società civile. Allora Cui Prodest?
A chi giovano simili comportamenti irresponsabili? …attendo risposta. Ai ragazzi, al capitano Valerio Spazzini, a Marco Tagliaboschi, a Andrea Barba, a Luca e Alessandro Losito, a Michele Di Lorenzo, a Daniele Ciambella, a Carlos Hernandez, a Gabriele Murchio, a Bruno Orlandini, a Maurizio Anzini, a Alessandro Paternò, a Cristian Puozzo, a Emiliano Pontesilli, a Mita Kostjel, a Marco Apicella, a Alberto Biasi, a Daniele Ciambella e a Luca Leardi va il ringraziamento dello staff tecnico e della dirigenza (l’incontro si è chiuso sul cinque a due per noi) insieme ad un pensiero importante del grande alpinista Walter Bonatti: «Ciò considerato, non si può certo dire che sono giunto alle mie affermazioni facilmente, favorito dalla sorte o quantomeno dalle circostanze. Non avevo i cosiddetti "mezzi per imparare", ma soltanto quel febbrile entusiasmo, quell'istinto prepotente che mi chiamava alla montagna e che valeva almeno quanto il mio fisico sano e ben preparato dagli esercizi atletici praticati fin da ragazzo. E per quanto riguarda la tecnica, dovetti imparare tutto da solo, spesso nel modo più pazzesco, assimilando le lezioni dei miei stessi errori »
L’impegno e la perseveranza, lo sapete e lo sappiamo bene – sono loro i nostri unici alleati ! – Ci batteremo sempre, con il coraggio e il cuore degli umili, non molleremo mai: finché manterremo unito il gruppo, con la forza e l’intelligenza di “uomini leali” e amici sinceri, sarà un’impresa per tutti, affrontare i bianco-neri dell’S. G. Casal Bertone!
Arrivederci alla prossima!!! Vi aspettiamo tutti: Venerdì 19 Novembre, presso il “campo di gioco” della Vigor Perconti, giocheremo in trasferta, alle ore 21. Ci attende una gara difficile, con una delle squadre di vertice, una delle più accreditate. Vi aspettiamo davvero, per sentivi vicini e per rendere onore ad un “gruppo” fantastico, che porta nel nome e nel cuore i colori dell’S. G. Casal Bertone.
Rosario Sprovieri
Sei giornate in vetta!
Julio Velasco il Trainer della pallavolo italiana Campione del mondo ci ha detto: Insegnare a vincere e insegnare a perdere è fondamentale a livello della scuola, a livello delle famiglie, perché non è vero che chi perde è il peggiore… "Io sono il migliore del mondo", poi arriva l’Olimpiade e perde e non è più il migliore del mondo. Lo era fino a quel momento e poi c’è un altro. Accettare questo in modo normale è importante. E questo è un valore fondamentale che lo sport ha per fare scuola, cioè insegnare a vincere e a perdere, insegnare che non siamo tutti uguali, che uno è meglio di un altro in una cosa, in una partita, in un campionato, non per sempre; che io gioco contro gli avversari, ma gioco anche contro di me, perché se io miglioro, sto vincendo contro i miei difetti, contro i miei limiti.
Una sconfitta è l’occasione giusta per una ripartenza più forte, io – interista dalla nascita – vorrei ricordare l’escalation del Milan del 1991, che perde l'ultima volta il 19 maggio, 2-1 a Bari, riuscendo poi a inanellare 58 risultati utili consecutivi! Occorre perciò superare – immediatamente - la sconfitta. Attila – il capo degli Unni – fu preso alla sprovvista dalla sconfitta sul campo di battaglia, proprio Lui che quasi non la conosceva. A batterlo fu Ezio, l’eterno nemico. Attila rimase annichilito. La sua fiducia nel “destino” lo aveva abbandonato. Si ritrasse in se stesso. Attingendo alla sua intima riserva di irremovibile tenacia, di determinazione e di straordinaria volontà, Attila riaccese la sua energia emotiva e recuperò il controllo di se stesso.
Gli Unni, sicuramente, avrebbero risollevato le loro sorti, e ci sarebbe stato un domani! Così parlò ai suoi, il re degli Unni: “vi ho chiamato a questo consiglio di condottieri e prodi guerrieri per farvi coraggio. Il mio intento è inoltre quello di riaccendere la scintilla della vostra energia e del vostro carattere, per impedirvi di perdere ogni speranza di fronte a una delusione. E stata per me una triste esperienza dover subire una sconfitta tanto dura quanto quella inflittami da Ezio. …la mia fiducia ha vacillato nel momento difficile, non ero preparato a soffrire la ”pena” e il conseguente sconforto di una sconfitta così amara… Vi darò alcuni consigli che potrebbero esservi utili per affrontare le vostre sfide future… - Non esiste condottiero che possa vincere ogni scontro. Non importa se si tratti di scontri per la leadership della tribù o di scontri sul “campo di battaglia”, - a volte perderete, anche se vi eravate preparati per vincere! Se doveste rendervi conto che nella battaglia o in un negoziato incombe per voi una sconfitta, non rifiutatevi di ammetterla.
Affrontatela e intervenite immediatamente per minimizzare il vantaggio del vostro avversario e per ricostruire la vostra posizione! ...Per poter ritornare un domani, dovete salvare tutti i guerrieri e tutte le forze possibili. Una “temporanea perdita della vostra fiducia” in voi stessi, della vostra sicurezza e della vostra determinazione è una sensazione normale che accompagna una sconfitta personale. Imparate questa lezione: dovete passare attraverso questa infelicità per purificare il vostro spirito dalla delusione. Disperatevi, se necessario, ma non indugiate troppo a lungo sui vostri momenti più brutti, perché non dominino le vostre emozioni per sempre. Un condottiero saggio evita di esporre i suoi … a una possibile sconfitta, se non sono preparati ad affrontarla efficacemente. Imparate dalla sconfitta! …Se conquistate facilmente la vittoria, dovrete riconsiderare la validità delle vostre ambizioni. Una semplice verità: più grandi sono le vostre conquiste e le vostre vittorie, più grandi saranno gli ostacoli, lo sconforto e la delusione che i vostri “nemici” vi faranno trovare sul vostro cammino. Preveniteli: non diventatene le vittime! Sappiate che i vostri sforzi più nobili saranno scherniti dai vostri pari grado, perché sono loro che più soffrono quando voi siete vittoriosi.
Se le vostre azioni e ambizioni non li fanno sentire minacciati, significa che gli obiettivi ai quali mirate sono insignificanti. Non spendete mal tutte le vostre energie nell’attacco, quando esiste una possibilità anche remota che dobbiate ritirarvi e riunire le vostre forze. Che questi miei segreti che vi ho rivelato siano la scintilla che accende il fuoco della vostra determinazione a “ritirarvi” per poi rafforzare le vostre ambizioni, per avere successo un domani. Perché finché un Unno ha vita, nulla è perduto. L’altra sera (venerdì 19 novembre) abbiamo registrato “sul campo” la consapevolezza della nostra forza.
Il Casal Bertone ha giocato una grande partita – contro la Vigor Perconti, alla pari con una formazione di ottima caratura, nobilitata dalla presenza di un paio di atleti di categoria superiore che alla fine hanno legittimato la differenza -. Un incontro tirato, una prestazione “maiuscola”, alla fine se di recriminazioni vogliamo parlare potremo dire che forse stiamo un po’ in debito con la “fortuna”. Cinque a tre alla fine del match, - per una marcatura subita all’ultimo secondo, - quando i “nostri ragazzi” hanno tentato il “tutto per tutto” per riacciuffare il pari. Ora serve un momento di riflessione è il commento del team di tecnici al servizio di mister Francesco Viglietta, il regista fuori campo del Casal Bertone. Ci prenderemo il nostro tempo, ci ascolteremo, ci regaleremo ogni dubbio e se necessario… ogni nostalgia rivolta all’indietro. Sapendo che il passato ha questa natura beffarda, di frapporsi tra noi e i veri grandi salti in avanti delle nostre vite.Fiducia, rispetto, responsabilità, allineamento: sono le caratteristiche fondamentali del nostro gruppo di eccellenza. Il gruppo, il team sportivo possiedono elevate capacità sul piano umano, relazionale, sociale. Sappiamo che in questo sport, c’è necessità di ritrovare immediatamente la forza della coesione interna, per ritornare a rinnovare l’”anima” dell’organizzazione e per riscoprire i fondamenti più autentici della nostra ragione di esistere. Il ritorno alle radici, è l’elemento chiave dei nostri successi,”sta qui, la forza strategica del rilancio dell’organizzazione” dice il Presidente Giansanti: - “Si tratta di riscoprire, “di far riaffiorare alla luce” i valori più profondi, per riattivare la forza della “tribù” sportiva”.
La cosa più importante – lo diciamo da sempre tutti - è quel salto culturale da compiere insieme: passando dalla cultura dell’io a quella del noi; dalla cultura del noi a quella di tutti, ma proprio “tutti” – Atleti, manager, tecnici, dirigenti e supporters. Valorizzare “insieme”, rendere tangibile il senso di una comunità aperta, proteggere il gruppo che si è costituito, ritrovando – costantemente - il piacere di stare insieme, di conoscersi e di approfondire questa conoscenza su un piano più profondo e più autentico. La forza dell’essere “insieme” è la leva “intima”, quella di Archimede – agisce al centro del nostro cuore - e consentirà al nostro gruppo di raggiungere risultati inaspettati e sorprendenti. Rimarremo affascinati di fronte alle imprese e ai successi – che non tarderanno ad arrivare. Non solo dalle imprese di cui sono capaci i fuori-classe: quelle molte volte, sono scontate, a volte – però - si verificano condizioni particolari per cui un gruppo disomogeneo di persone, unite da un comune intento, riescono a mettere in condivisione le proprie risorse migliori e tutto il proprio talento, producendo un risultato straordinario. E’ l’evidenza del fatto che le persone “comuni” non esistono. Tutti abbiamo talento, pochi sappiamo qual è il proprio. Ciò che vorremmo scrivere con la nostra storia, è relativo ad un capitolo delle sorprese, ad un carico di meraviglia, di stupore e di sacrificio, che è riservato solo alle imprese delle “persone comuni”, che solo i grandi osservatori, dello Sport riescono a raccontare.
Noi del Casal Bertone abbiamo fatto nostra una eredità culturale che ci viene dalla mentalità nipponica: qui nessuno chiede a un “eroe” di vincere in ogni circostanza, di riuscire sempre nelle imprese. Noi abbiamo chiesto – ai nostri amati ragazzi - altre qualità: la lealtà, l’onorabilità, l’etica. Un “eroe” può anche perdere, un nobile può anche essere sconfitto. E’ così ciascuno di noi, si è sentito come un nobile sconfitto, quando non siamo riusciti nell’impresa, sapevamo che è una cosa che nel corso della vita può capitare. Questo lo ha insegnato Varo, il professor Morris lo ha riproposto alla contemporaneità ne “La nobiltà della sconfitta”. Lo ha messo in scena il drammaturgo Eugene O’Neill: “In una tragedia c’è la bellezza della verità. È il significato della vita e della speranza. Sappiamo che il “guerriero” – come narra Paulo Coelho - sa che per ogni sconfitta, ha due conquiste a suo favore. Tutti coloro che ci credono lo sanno. Nelle ore difficili e nelle ore felici un “guerriero” non lo si vede in compagnia di coloro che desiderano solo "consolare". Evita chi gli sta a fianco solo in caso di sconfitta. Questi falsi amici vogliono dimostrare che la debolezza compensa. Portano sempre cattive notizie. Tentano sempre di distruggere la fiducia del guerriero – facendosi scudo della "solidarietà". Quando lo vedono ferito, essi si abbandonano alle lacrime, ma – nel profondo del cuore – sono contenti perché il guerriero ha perduto una battaglia e non capiscono che questo fa parte del combattimento. I veri compagni di un guerriero stanno al suo fianco in ogni momento, nelle ore difficili e nelle ore facili. Nelle ore della stanchezza, il guerriero si ricorda che lui non ha ancora visto il suo coraggio.
Non pensa alla vendetta, perché il nemico non fa più parte della sua storia. Egli pensa solo a migliorare la propria abilità, affinché le sue imprese facciano il giro del mondo e arrivino alle orecchie di chi lo ha ferito nel passato. Il dolore di ieri si è trasformato nella forza di oggi. Le riflessioni presuntuose e l’ostentazione del "bottino", di chi cammina ventre a terra come uno “scarabeo stercorario”, non ci turbano, noi sappiamo che presto torneremo a “volare" più veloci e più forti di prima. Faremo tanta strada, avremo ancora tante cose da dire, amici carissimi restateci vicini vi racconteremo una storia simile a “Il rigore più lungo del mondo”, la partita è appena cominciata, ne vedremo delle belle anche se per me sarà impossibile narrare e infonderne i colori, mostrare le tonalità e la musica dei versi di Osvaldo Soriano.
Rosario Sprovieri
La nobiltà della sconfitta
Settecamini 1 - S.G. Casal Bertone 6.
"Se il sogno non è vero, nemmeno il sognatore lo è". Se penso, dunque sono…”, ha scritto Elémire Zolla ne “L'amante invisibile”. Solitamente i momenti di difficoltà possono essere utili per meditare, prendere fiato e ripartire con più determinazione verso la meta tracciata. Dall’inizio del campionato, abbiamo vissuto un periodo esaltante per l’impegno di tutti, che si è tradotto oltretutto in ottimi risultati, fino allo “spigoloso” match con la Vigor-Perconti. Poi, un breve calo di rendimento del tutto naturale, prima “sottotraccia”, poi in maniera vistosa, ha rallentato la “nostra corsa”. Nella seconda parte del mese di Novembre la spinta propulsiva dell’S. G. Casal Bertone ha subito uno stop “imprevisto”.
E’ vero che il “campionato provinciale di Roma di Calcio a 5” è appena iniziato, ma non sono ammessi tentennamenti e non sono previste “soste”, non esiste un time out per rilassarsi. Allora rieccoci qui, ora si deve ripartire immediatamente, con ancora più voglia e con rinnovata determinazione, è importante ridare continuità al nostro cammino. Fianco a fianco, cuore a cuore, occorre, prima di correre sulle gambe, riordinare mentalmente pensiero e azioni.
Lo dobbiamo, oltre che alla società, a noi stessi, questo è l’unico modo per sentirci a nostro agio nel continuare volontariamente a “stare insieme”, per cercare – attraverso quel moltiplicatore di “resa” che è la “forza messa in comune” - di risalire, la classifica del Girone B. Sempre più in alto, il più in alto possibile. Siamo qui a testimoniare con consapevolezza che tutti coloro che ci hanno chiamato per quest’“avventura sportiva”, saranno sempre accanto ad ognuno come angeli custodi, ogni giorno di “lavoro”.
Ci sarà sempre una “cortina di ferro”, un salvagente sempre disponibile nel mare delle emozioni a disposizione di tutti i ragazzi che hanno scelto di difendere e portare avanti i colori del Casal Bertone. Finora siamo riusciti – con successo – a tenere lontani sin dall’insorgere tutti i dissidi, le ripicche di quanti, forse per avidità, forse per mancato autocontrollo, avevano manifestato segni di criticità nell’attaccamento e nel rispetto del gruppo. Le avvisaglie si sono manifestate soprattutto in questa fase abbastanza delicata, quando sono venuti a mancare soltanto i risultati – (non certamente il gioco) – quando il “virus” della maldicenza ha appena alzato la testa, abbiamo corso seriamente il rischio di contaminare il “terreno”, non solo quello verde del campo di gioco. Una bella prova, quella che ha messo “spalle al muro” il mister “Viglietta”, che ha spronato il Ds Luciano Minella, e gli alfieri Gianluca Tesone e Valerio Iacopetta. -:“Minaccia sventata”, ripete con convinzione il “capo dei capi” Roberto Giansanti, il presidente dei bianconeri.
E’ deciso e realista, per questo si è impegnato con tutte le sue forze nell’agone entusiasmante e vero che è quello del calcio genuino, amatoriale, “dilettantistico”. Una nuova realtà dello sport e del calcio italiano: quella del calcio a 5. Giansanti fa rivivere “una società-famiglia” collaudata nel tempo, a prova di ogni terremoto che non si scardina, perché, da queste parti non c’è posto per "egoismi e opportunismi", non c’è spazio per le disattenzioni.
Così quando i tempi cominciano ad essere veramente difficili, c’è la necessità di ripensare e risistemare il “gruppo”, non c’è un secondo da perdere. Gli addetti ai lavori oramai li chiamano “innesti”, per noi dell’S. G. Casal Bertone sono un arricchimento “uomini” che si apprestano a vivere una lunga storia sportiva in una “famiglia” ben amalgamata. Con i nuovi arrivati si apriranno nuovi capitoli, con coloro che hanno liberamente scelto di “andare”, resteranno le istantanee colorate, negli annali dei ricordi indelebili e la certezza che “qui a casa nostra” le porte resteranno sempre aperte,pronte ad accogliere! Ogni ritorno sarà, di nuovo, una gioia per tutti. Grazie “ragazzi” per il tempo e l’amicizia che ci avete concesso, la fortuna vi arrida, vi auguriamo i migliori successi, arrivederci ragazzi! Siamo convinti che è da quì che può passare la rinascita attraverso il nostro progetto sportivo moderno e aperto. La partita di questa sera presso lo splendido Palazzetto dello sport di Settecamini – nel territorio del V° Municipio - è terminata 5 a 1 per noi.
Il complesso sportivo che ci ha ospitato è degno di nota, è la constatazione materiale dell’affermazione che “quando le cose si vogliono fare si fanno!” Noi per il momento, non possiamo fare altro che riconstatare l’abbandono e il degrado urbano w architettonico dei nostri spazi, all’interno della comunità del quartiere di Casal Bertone – la nostra casa esclusa, il nostro mondo senza spazi per la socializzazione, lo sport e la cultura - Primo tempo 1 – 0 in goal il neo-bomber Pierluigi Trombetta. Secondo tempo 2 – 0, ancora in rete il coriaceo Trombetta. Il 3 a 0 arriva su punizione, uno bolide scagliato dal piede di Michele di Lorenzo. Il 4 a 0 è opera di Valerio Spazzini il capitano, poi arriva il 5 a 0 una conretizzazione di Fabio Cocco l’altro neo-acquisto dell’S.G. Casal Bertone.
Allo scadere arriva il goal della bandiera del Settecamini. Il nostro Luca Leardi si fa apprezzare parando financo un rigore nel finale. La società in sordina aveva dato notizia dei neo-acquisti qualche giorno prima di quest’ultima gara, i nuovi arrivati hanno festeggiato nel migliore dei modi il loro debutto con la divisa bianconera del Casal Bertone. Bene arrivati a Pierluigi Trombetta ex-Arca grandissimo bomber, a Fabio Cocco ex capitano del Real Roma Sud, nuova forza d’urto del Casalbertone, benvenuti anche Fabio Altieri pivot ex-Real Roma Sud ottimo goleador e a Manuel Di Vincenzo anch’egli ex-Real Roma Sud, straordinario laterale. La società e tutto il “gruppo del Casal Bertone” anche da queste pagine intendono salutare e ringraziare Cristian Puozzo ed Emiliano Pontesilli per il contributo e per il loro tempo sacrificato in questi mesi a disposizione della squadra.
Rosario Sprovieri
Il sogno continua
Il tempo del rigore! Casal Bertone s'impone al Dopolavoro Ferroviario.
Temperatura polare, questa sera al "tre zeta" di Centocelle, la tribuna è un frigorifero con gli spettatori "gelati", incappucciati sino al collo. Una sera senza vento, "giocheremo" una di quelle partite, nelle quali "il rigore" è stato già decretato prima dell'inizio. E' una morsa "il freddo" che non risparmia proprio nessuno. Le squadre entrano in campo: più di venti ragazzi, i team, i sostituti e gli allenatori che si "accomodano frettolosamente in panchina". Avrebbero preferito sicuramente iniziare a sgambettare sul terreno di gioco, più che sfregarsi le mani e rimboccarsi le sciarpe, glielo leggo negli occhi. Invece si appollaiano sulle assi di ferro, delle due gabbie retinate, e danzano "come i passeri che cercano il cibo" quando dal cielo i fiocchi bianchi ammantano il prato.
Con loro è in campo anche l'arbitro, un gran pezzo d'arbitro! Un signore smilzo e lungo due metri. Il mio amico"ferroviere", sempre presente ad ogni partita, mi racconta del suo sport, di quello spazio che si ritaglia dalla vita e che diventa: concentrazione, pazienza e resistenza. Poi uno schiocco fulmineo in ogni "tiro che egli scocca con l'arco" verso un bersaglio lontano. Fraternizziamo, ma non c'è più tempo.
L'arbitro da il fischio d'inizio, sono le ventuno e diciotto. Sarà un impresa, con questo tempo! Hai visto che arbitro? Dico al mio vicino. Ma egli, senza scomporsi, dietro un filo di fumo di una sigaretta, ribatte: "Arbitro lungo, risultato largo!" E' un proverbio cinese, o una delle frasi storiche che Vujadin Boskov ha regalato alla storia del calcio, non l'ho ricordo", mi dice a mezza voce.
E' un buon inizio, se tutto incomincia con una sonora risata, mette bene, uno stato di serenità e di allegria collettiva. Dura poco più di dodici, tredici, minuti il tempo tecnico di "rodaggio" del match, poi l'S. G. Casal Bertone s'impone nettamente. E pensare che non mi andava di essere qui stasera.
Avevo appena concluso un convegno, sul mio mondo di lavoro "consumi culturali" (i costi della cultura sull'economia delle famiglie del Lazio, Spese per Dischi, Libri, Musei, Concerti, Teatro, Cinema) portarlo a termine, non era stata un'impresa semplice. Anche perché, quando lavori per la realizzazione di un'idea, quando "semini" e con fatica spingi l'aratro nel solco del "progetto", poi ti rilassi e "speri" nel tempo delle messi, della buona mietitura e dell'abbondanza del raccolto e, francamente con lo sforzo che avevo profuso, al di là degli apprezzamenti "piovuti" dal mondo dei colleghi di lavoro, non ero riuscito a coinvolgere nessuno degli "amici", di quell'altra parte della mia vita, quella extra-travaglio.
Non l'ho presa bene, anche perché è un periodo che l'idea che si fa strada e "snerva la mia mente" è, che per alcuni come me, non finisce mai il tempo del "dare", quello del "donarsi" sempre.
Poi alla conclusione della fatica, non c'è mai il tempo per la raccolta, non ci sono "messi", ma sempre, eternamente una nuova ed estenuante fatica! "Apparterrò alla stirpe di Sisifo", me lo sono chiesto più volte, ma non me ne sono mai fatto capace. Anche nelle cose che "abbracci volontariamente", dove "tutti" sono disponibili a "spingere l'aratro", scopri improvvisamente l'aumento della fatica alla prima curva, alla prima salita, e solo allora ti accorgi delle diserzioni, delle disattenzioni, dell'abbandono nei ranghi dei "compagni".
Alla prima "oasi", poi al primo momento di riposo miraggio, ti ritrovi ad essere "diventato trasparente, invisibile, impercettibile", non "importante", secondario, è una cosa che rattrista, ma non voglio farla lunga questa sera mi sono divertito, a me basta cosi! I ragazzi hanno perfezionato le geometrie lineari sul terreno di gioco, hanno continuato a sperimentare le intese e le trame di gioco sono diventate più veloci e più imprevedibili.
Mister Viglietta e i suoi "angeli custodi" Luciano e Gianluca erano beatamente tranquilli, Valerio era confuso sugli spalti insieme a Salvatore a Matteo a Gianni e Fernando che stasera era in compagnia del figlio Gian Marco.
A conclusione, oltre che a fare a tutti gli auguri, per le prossime feste Natalizie, vi do appuntamento al prossimo incontro: torneremo a giocare fuori casa il 14 di gennaio 2011, giocheremo a via Casilina 2191 Borghesiana contro l'Atletico S.P.Q.R.
L'incontro si è concluso sul 13 a 0 per i ragazzi del presidente Giansanti. Non mi congedo senza riferirvi di una bella storia che ho registrato sul finire della partita, quando dagli spalti un "tifoso" congelato come uno stoccafisso, ha gridato al direttore di gara: "Arbitro fischia, che andiamo tutti a casa" e di rimando, con la coda dell'occhio rivolta agli spalti il "cestista arbitro" ha replicato: "Per me, potete andare già via, non vi trattengo", ne è scattato un applauso corale e una risata generale, e per un momento nessuno si è ricordato del "rigore" di questa sera. Arrivederci Ragazzi!
Rosario Sprovieri
Arbitro lungo, risultato largo
La Sporting Group Casal Bertone calcio a 5 è indubbiamente: la regina del campionato provinciale di serie D della provincia di Roma. Il Casal Bertone ha chiuso il girone d’andata con 25 punti, in 11 partite, pari a 2,27 punti di media a incontro. Questa venerdì sera, venerdì 20 gennaio, alla prima del girone di ritorno anno 2012, i ragazzi di mister Viglietta allungano il passo, imponendosi per 5 a 3 in quel di Saxa Rubra. Il team del presidente Nigrelli, stasera si è portato a casa altri 3 punti, consolidando il primato in classifica, portandosi a 28 punti, innalzando la media punti a incontro sino a quota 2,33. Altro primato della “banda Losito”, è il vantaggio sulla seconda - otto punti di distanza sull’Atletico SPQR asd - solo il Darma - capolista - nel girone I, ha un vantaggio simile 11 punti sul Tor Tre Teste calcio a cinque - comunque c’è da dire che, entrambe le formazioni del girone I sono state affrontate e superate dal Casal Bertone - con tutte le attenuanti del caso e con la giusta considerazione di quel che volgono i confronti non competitivi, ma “in amichevoli di lusso” - durante la sosta natalizia, il Casal Bertone si è imposto anche in questi incontri. Dura da almeno due anni il rendimento sopra le righe del Casal Bertone, sono almeno due i campionati, in Serie D Lega Nazionale Dilettanti, da incorniciare. La squadra di Francesco Viglietta ha fatto registrare la serie di imbattibilità più lunga nel girone D (9 partite), interrotta solo dalla sconfitta con la Fontenuovese, affrontata - fuori casa - in ranghi rimaneggiati, su un terreno impresentabile, con un arbitro in giornata no… in una gara assurda, tutta da dimenticare.
Un solo incontro è terminato in parità con la seconda in classifica: la SPQR asd. La squadra quest’anno ha conquistato più punti sia in casa che in trasferta, ma anche più vittorie e di conseguenza un minor numero di sconfitte (1). Il Casal Bertone ha segnato (56) reti subendone (26), con una differenza di (30). I marcatori Losito Luca 15 reti, Marco Apicella e Alessandro Losito 7 reti, Manuel Di Vincenzo 6 reti, Luca Nicolai 4 reti, Rocco Brando, Mita Kostjel, Andrea Gori, Marco Tagliaboschi 3 reti, Matteo Santoro 2 reti, Barba Andrea e Alessandro Paternò 1 rete. Al prossimo turno, mancherà il Casal Bertone… è in nostro turno di riposo! Anche se i ragazzi oramai sanno che con il mister Viglietta non si scherza! …sicuramente un’altra amichevole di rango… e almeno due altre sedute di allenamento …da sfiancare anche un cavallo! … alla fine di una recente seduta impegnativa “l’Apicella volante” ha provato a scrivere sul social network che va per la maggiore: facebook” gambe di pietra! …al mister non è sfuggito …e allora …olio di gomito, gambe in spalla e pedalare… se come di recente, anche studi scientifici d’avanguardia hanno sancito che “Andare al lavoro, è gioia. Gli impegni rendono felici, più si lavora, meglio si sta, e non solo dal punto di vista economico”.
Basterebbe ricordarsi di Nietzsche, “per essere felice deve ricostruire se stesso ogni giorno” anche oggi che le teorie del filosofo tedesco hanno trovano conferma in questo studio dell'università di Chicago, pubblicato su Psychological Science, secondo il quale una vita di impegni, lavoro e responsabilità mette il cervello al riparo da depressione, angoscia, rabbia e apatia. …e allora? …sotto a chi tocca e… chi si arrende per primo? ...paga da bere a tutti!
Rosario Sprovieri
Regina del campionato