cosa bolle in poltrona...

 

Trend al Teatro Belli


GLI OCCHI AL CIELO

L'11 – 12 e 13 gennaio 2011 al Teatro Due va in scena lo spettacolo “Gli occhi al cielo” di Massimo Vincenzi, per la regia di Carlo Emilio Lerici.


Lo spettacolo ha debuttato nel 2005 a Roma e in questi anni ha collezionato oltre 100 repliche fra la tournèe in tutta in Italia e le recite a beneficio delle scuole.


Due tragedie epocali, la bomba atomica e il crollo delle torri gemelle, percepite dal cuore di due madri. Ad interpretarle, sostenuta solo da un costante tappeto musicale le cui composizioni originali sono di Francesco Verdinelli, è Francesca Bianco, reduce dallo straordinario successo ottenuto con l'interpretazione de IL SOGNO DI IPAZIA, testo firmato dallo stesso Vincenzi.

Due avvenimenti sconvolgenti della storia contemporanea sono sintetizzati in un unico, simile, atroce  e viscerale dolore tradotto in un linguaggio quotidiano e toccante come la verità. 

L'autore del testo, Massimo Vincenzi, giornalista, ha già scritto per il teatro gli spettacoli Bird è vivo, Alan Turing e la mela avvelenata, e i monologhi Ulisse e le sirene, Don Parker e Sancho Panza, Moby Dick, L'amore non perdona, tutti diretti da Carlo Emilio Lerici, figlio del drammaturgo Roberto Lerici, che in questa occasione ha affidato la sua pluriennale esperienza al linguaggio forte ed espressivo del teatro narrato.



Teatro Due

vicolo Due Macelli 37 - Roma

tel. 06 6788259

teatrodueroma HYPERLINK "mailto:info@spazioteatro.net"@virgilio.it


11-12-13 gennaio ore 21,00

Interi € 12,00 – Ridotti € 10,00


lo spettacolo apre la rassegna

SGUARDI S-VELATI
con il Patrocinio di Roma Capitale, Regione Lazio, Provincia di Roma, Casa Internazionale delle Donne (Progetto Speciale Teatro 2010/11)

Sette settimane di spettacoli e quattordici compagnie per svelare il mondo attraverso una prospettiva speciale, quella dello sguardo femminile, velato – per sua stessa natura – da un filtro di umanità e tenerezza tale da renderlo straordinariamente penetrante, eppure indulgente, rispetto a ciò che vede.

TEATRO BELLI


Presenta


GLI OCCHI AL CIELO


di Massimo Vincenzi e con Francesca Bianco



voci registrate

Stefano Molinari, Fabrizio Bordignon, Davide Gagliardini, Carlo Emilio Lerici



regia Carlo Emilio Lerici

Due voci, un monologo. Le voci di due madri, lontane nel tempo, lontane nel carattere e lontane nella realtà che stanno vivendo. Una madre giapponese che vive a Kokura nell'agosto del 1945, la città scelta come obiettivo della prima bomba atomica e poi, a causa di un improvviso temporale, risparmiata all'ultimo istante. 

E una madre che vive a Manhattan e lavora alle Twin Towers nel settembre del 2001. Due madri che pensano e si muovono specchiandosi nel cuore e negli occhi dei loro figli. Due madri che raccontano in modi diversi la loro esperienza, resa simile, identica, dal filo sottile della paura e del dolore che attraversa gli anni e lo spazio. Un'esperienza che mischia la finzione scenica con la realtà storica e di cronaca degli avvenimenti che fanno da sfondo alla narrazione. Dove il vero e il verosimile formano la traccia che porta gli spettatori dietro l'unica realtà oggettiva: il dolore delle vittime di tutte le guerre.

Arriva a Roma al Teatro Belli Caracreatura di Pino Roveredo

regia di Franco Però con Maria Grazia Plos.



Dal 25 al 30 gennaio arriva al Teatro Belli di Roma “Caracreatura” di Pino Roveredo,  produzione La Contrada – Teatro Stabile di Trieste -  che dallo scorso anno è in tournèe in Italia con grande successo di pubblico e critica.

Tratto dal romanzo omonimo e adattato per le scene dallo stesso Roveredo, “Caracreatura” è il terzo testo dell’autore triestino allestito dallo Stabile privato triestino dopo Ballando con Cecilia e Capriole in salita.

In scena c’è una madre che inizia il racconto di una vita normale di sacrifici e affetto profondo. Al centro c’è un figlio, amatissimo, che si osserva crescere con mille aspettative fino al giorno terribile della scoperta che la caracreatura ha gettato via il futuro per pochi attimi di felicità artificiale. Marina è una donna di mezza età con una storia di fatiche, abbandoni e violenze familiari alle spalle, ma con una voglia di riscatto mai venuta meno. La vita pare averla condotta alle soglie di una esistenza serena assieme al marito e al figlio Gianluca, ma qualcosa s’incrina. Il ragazzo smarrisce se stesso con l’affidare la sua giovinezza a droghe sempre più pesanti e finisce in carcere; il marito muore lasciandola sola ad affrontare una tragedia così grande.

Ed ecco allora profilarsi l’odissea di questa Madre, plebea e sublime, volgare e delicata, che farà di tutto per salvare la sua caracreatura, fino ad un gesto d’amore estremo e sorprendente.

Pino Roveredo si è affermato nel panorama letterario italiano affrontando tematiche difficile e scomode come l’alcolismo, il manicomio, la droga o il carcere. Ha esordito nella narrativa nel 1996 con “Capriole in salita” (oggi adottato come libro di testo in oltre cento scuole italiane). Successivamente pubblica alcune raccolte di racconti e diversi romanzi, vincendo nel 2005 il 43° Premio Campiello (e diversi altri premi letterari) con “Mandami a dire”. Accanto alla sua fervente attività di scrittore (nel 2009 è uscito “Attenti alle rose” e nel 2010 “La melodia del corvo”), Roveredo collabora come opinionista con diversi quotidiani ed è impegnato da anni nel sociale, prima come operatore degli alcolisti in trattamento e poi come responsabile del Centro Studi della Comunità di San Martino al Campo.

Protagonista di “Caracreatura” è Maria Grazia Plos, l’attrice friulana che fa parte da tanti anni della compagnia stabile della Contrada: con questa prova, Plos aggiunge un altro struggente ed emozionante figura alla sua galleria di personaggi, dimostrandosi ancora una volta duttile nel trasformarsi in scena dai ruoli più comici a quelli fortemente drammatici.

Approdata alla Contrada nel 1983, dopo il diploma alla Civica Scuola di Recitazione “Nico Pepe” di Udine, Maria Grazia Plos ha iniziato una lunga collaborazione con lo Stabile di Trieste, partecipando a diversi spettacoli di teatro ragazzi e in seguito a tutti gli allestimenti di inaugurazione della stagione. Ha lavorato sotto la direzione di Francesco Macedonio, Patrick Rossi Gastaldi, Mario Licalsi, Giorgio Pressburger, Antonio Salines e tanti altri e figura tra gli interpreti di entrambi gli spettacoli di Pino Roveredo prodotti dalla Contrada: Ballando con Cecilia, presentato nel 2001 al Festival di Todi e al Mittelfest, e Capriole in salita.

Con Maria Grazia Plos troviamo in scena Julian Sgherla, giovane attore diplomato al primo Corso biennale per Allievi Attori dell’Accademia Teatrale “Città di Trieste”, che in “Caracreatura” veste i panni del figlio della protagonista. Piccolo cammeo in scena per Riccardo Maranzana, che compare solamente in video.

L’attore, che qui interpreta il marito scomparso, viene evocato nei ricordi di Marina.

Dirige lo spettacolo Franco Però, alla sua prima regia per la Contrada. Diplomato all’Istituto d’Arte Drammatica di Trieste nel 1974, Però ha lavorato come attore e aiuto-regista con Aldo Trionfo, Franco Enriquez e Gabriele Lavia (del quale è stato assistente fra il 1980 e il 1983). Tra le sue numerose regie di prosa, Però dirige spettacoli di David Mamet, Sam Shepard, Claudio Bigagli, Enzo Siciliano, Alan Ayckbourn, Per Olov Enquist, Noël Coward, Athol Fugard, Beckett, Paul Claudel, Edward Albee, Marivaux, Albert Camus e tanti altri.

Per “Caracreatura”, le scene e i costumi che ricreano l’atmosfera dei personaggi di Roveredo sono stati ideati da Andrea Stanisci. Carlo Moser ha curato gli effetti sonori, Maurizio Bressan le riprese video, mentre la voce del giornale radio è di Adriano Giraldi.


TEATRO BELLI piazza Sant'Apollonia, 11a. Tel. 065894875 info@teatrobelli.it


dal 25 al 30 gennaio dal martedì al sabato alle 21 - domenica alle 17,30

Prezzi: interi € 18,00 – Ridotti € 13,00

Caracreatura

dal 25 al 30 gennaio al Teatro Belli

Eroticamente scorretto

dal 27 gennaio al 6 febbraio al Teatro Duse

info: duseteatro.it

La ricetta della verità

Studio sulla follia di una madre

Sabato 29 gennaio ore 21.30 a Roma, al Kollatino Underground via G. Sorel 10.

Alle 19.30 presentazione del libro “Sia folgorante la fine” con l'autrice Carla Verbano

Con: Chiara D’Ostuni/Regia: Manuela Rossetti

Un giovane viene ucciso e sua madre cerca giustizia.

Qualche giorno in prima pagina, poi la notizia diventa sempre meno interessante, nessuno ne parla più. Lei è la madre che aspetta. La sua attesa mescola il presente con il passato e un mondo di immaginazione e sogno, il futuro che lei desidera. Aspetta che quel figlio uscito di casa rientri per cena. Ma quel figlio non è mai tornato e l’attesa si è fatta lunga, omologando tutti i giorni in unico grande giorno dettato dalla follia quotidiana. Una donna come tante, madre attenta e cuoca meticolosa. Da un certo punto della sua vita sarà impegnata nella ricetta più difficile, la ricetta che le permetterà di aprire gli occhi oltre le pareti della sua stanza, conoscere i veri ingredienti del mondo per raggiungere la verità.

Questo spettacolo è un omaggio a tutte le donne che in nome del loro incondizionato sentire materno fanno ascoltare la loro voce giorno dopo giorno. Diamo voce a loro attraverso questo personaggio, frutto della nostra costante ricerca teatrale e sociale basata sul rapporto diretto con chi ci ha raccontato alcune di queste storie.

Lo spettacolo sarà preceduto dalla presentazione del libro “Sia folgorante la fine” con l’autrice stessa, Carla Verbano. La scelta non è casuale. Carla Verbano è infatti un esempio straordinario di madre che da trent’anni ricerca ogni giorno , senza sosta, la verità per suo figlio Valerio, ucciso dentro casa il 22 Febbraio 1980. Carla Verbano racconterà al pubblico quel giorno di trent’anni fa, la sua indagine, la sua ricerca della verità per un delitto impunito, la sua storia fatta di dolore e coraggio. In seguito lo spettacolo “La Ricetta della Verità” presenterà al pubblico una storia simile che racconta anch’essa del dolore e della forza di una madre accompagnata dalle sue visioni schizofreniche quotidiane.

I testi dello spettacolo sono il frutto di una drammaturgia scritta ex novo dalla regista Manuela Rossetti e dall’attrice Chiara D’Ostuni che ha dato vita ad un personaggio totalmente di fantasia. “La ricetta della verità” è un momento di racconto, è la storia di un personaggio che si vuole affacciare nella vita degli spettatori per parlare di sé, di quello che ha perduto e di quello che ha trovato. Lo spettacolo è il frutto di una attenta ricerca sociale e umana, di un bisogno di bisbigliare nell’orecchio di chi non sa che ci sono tante verità ancora da scoprire, sapientemente nascoste da un’informazione che tace. Gli ingredienti sono sempre gli stessi e quella ricetta dovremmo conoscerla tutti.


HOBOTEATRO - INFO: hoboteatro@hotmail.it

Sabato 29 gennaio al Kollatino Underground

Tavola imbandita

dall’8 al 13 febbraio al Teatro Belli

Murgia Teatro presenta TAVOLA IMBANDITA di Mariarita Fenzato


con Mariarita Fenzato, Francesca Elisa Molari, Manuela Fioravanti,

Assia Favillo, Vincenzo Caporale, Antonio d’Emilio, Jaffa

Regia di Clarizio di Ciaula 


Quattro amiche si ritrovano come ogni mercoledì sera  a cena, quasi come ad un rituale. La padrona di casa è una sorta di sensitiva a cui  capita d’ avere delle strane premonizioni e ne ha avuta una ben chiara:  chi lascerà la casa prima della mezzanotte morirà, altrimenti moriranno tutt’e quattro.

Le protagoniste, nonostante la leggerezza e le peculiari positività caratteriali, si ritroveranno a fare i conti con la superstizione e la possibilità di morire  tramutandosi, così, in altrettante spietate omicide designando una vittima sacrificale pur di salvarsi.

Tutto si risolverà per il meglio, nonostante  la premonizione si rivelerà essere stata quanto mai  vera. Una commedia giallo-rosa di una giovane autrice che non mancherà di stupire e divertire il pubblico, affidata all'esperta regia di Clarizio di Ciaula.


Orario spettacoli: dal martedì al sabato alle 21 – domenica alle 17.30

Prezzi: Interi € 18 - Ridotti € 13


Botteghino: dal martedì al sabato dalle 15 alle 22

domenica dalle 15 alle 19 - lunedì riposo


Teatro Belli - Piazza Sant'Apollonia, 11a - 00153 Roma

Info: tel. 065894875 - info@teatrobelli.it - www.teatrobelli.it

Il sogno di Ipazia

dal 22 al 27 febbraio al Teatro Belli di Roma

Dal 22 al 27 febbraio al Teatro Belli di Roma torna in scena a grande richiesta solo per una settimana

IL SOGNO DI IPAZIA di Massimo Vincenzi con Francesca Bianco e la regia di Carlo Emilio Lerici.

Oltre cento repliche in tutta Italia la scorsa stagione e un lunghissimo tour anche in questa. Milano, Trieste, Palermo, Venezia, Genova, Mantova, Napoli, Siena, Terni, Livorno, Rimini, per citare soltanto i capoluoghi.

Uno spettacolo che è diventato un piccolo "caso" nel panorama nazionale


Orario spettacoli: dal martedì al sabato alle 21 - domenica alle 17.30

Prezzi: Interi € 18 - Ridotti € 13


Botteghino: dal martedì al sabato alle 21

domenica alle 17.30 - lunedì riposo


Teatro Belli - Piazza Sant'Apollonia 11a - 00153 Roma

Info: tel. 065894875 - info@teatrobelli.it - www.teatrobelli.it

Eroticamente scorretto

dal 1 al 13 marzo al Teatro Petrolini

In un paese devastato dalla crisi, dalle lotte di classe e dai libri di Bruno Vespa, non ci resta che ridere. Ridere di tutto e di tutti, di cuore e di pancia, dando libero sfogo agli umori molesti che dominano le nostre vite.
Uno spettacolo vietato ai minori per il linguaggio diretto, cinico e per gli argomenti che verranno trattati. Si faranno addirittura i nomi di alcuni politici e non vogliamo che giovani orecchie vengano corrotte da suoni che potrebbero bloccarne la crescita. E a proposito di politica, si parlerà di sesso. Io sono un maiale e non mi sento di giudicare il premier per gli scandali sessuali. Anche io sono stato con una minorenne. Avevo sedici anni. E a proposito di sesso, si parlerà di religione. Se ti tocchi è peccato! Se mi tocca lei, padre, è reato. Si parlerà di quello che eravamo e di quello che diventeremo. Padri di famiglia che vedono il presente nero e il futuro ancora più nero. Giovani che vedono il presente nero e il futuro peggio di quello di un nero. Siamo sempre più razzisti eppure lavoriamo come negri, fumiamo come turchi e siamo circondati da roba cinese. Solo nella nostra alcova domestica, tra le quattro mura di un monolocale di 12 m, riusciamo a ritrovare noi stessi, a rispecchiarci riflessi in 24 pollici di finzione.
Perché ricorda, la Rai ti somiglia! Pensa quanto facciamo schifo.

Teatro dei Satiri. Sala Agus  (80 posti) Via di Grottapinta, 18. Tel.: 06 6871639


Guarda il trailer

Umori molesti

fino al 6 marzo al Teatro dei Satiri

Non è il caso di farne un dramma

fino al 20 marzo al Teatro Belli

rassegna a cura di Rodolfo di Giammarco



Il Progetto Speciale Teatri è realizzato con il sostegno dell'Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Stiorico di Roma Capitale.


TREND nuove frontiere della scena britannica - X edizione

rassegna a cura di Rodolfo di Giammarco

Teatro Belli – 29 marzo – 23 aprile 2011


La decima edizione, quella del 2010/2011, dell’ormai storica rassegna “Trend - Nuove frontiere della scena britannica” - realtà sostenuta dall’Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico del Comune di Roma - intende creare un ponte tra autori già consistentemente affermati (ma sempre innovatori di linguaggi e temi teatrali) e scrittori gradualmente più giovani o comunque assurti più di recente alla soglia di un’alta o singolare definizione, tutti protagonisti o eredi della fondamentale scuola della cultura inglese dello spettacolo dal vivo, che si diffonde sulle ribalte mondiali. Questa prospettiva è connotata dalla scelta, da un lato, di nomi già quotati da tempo come quelli di Edward Bond e Caryl Churchill, e, dall’altro, dal potenziamento di firme importanti come quelle di Philip Ridley, Dennis Kelly, Tim Crouch e Simon Stephens. Ma accanto a questo principio di adozione e metabolizzazione di formule espressive, di tematiche scomode, e di approfondimento di rapporti umani tesi al limite dal cosiddetto progresso civile, “Trend” persegue anche stavolta un meccanismo di promiscuità di poetiche registico-attoriali, nel senso che stimola sempre un ricambio, un nuovo apporto di trattamento e di fruizione dei testi d’Oltremanica, coinvolgendo registi, gruppi e interpreti che rappresentano soglie diversificate e avanzate di ricerca del teatro italiano odierno. Ecco le ragioni e la consapevolezza di un corto circuito che si creerà con équipe di permanente approfondimento come (la da tempo predisposta) Accademia degli Artefatti, e Fibreparallele, con sodalizi già anglo-orientati come il Teatro dei Borgia e i Nim, con compagini come quelle condotte da Andrea Baracco, Carlo Emilio Lerici e Cristina Spina. Il presupposto è quindi non tanto quello di clonare i successi e i clamori di drammaturgie di radicale qualità provenienti da Londra o da Edimburgo, ma piuttosto (e meglio) è quello di stimolare ennesimi corti circuiti tra partiture scritte e energie di libera elaborazione attinenti alla messinscena dei copioni stessi. In modo da creare, per gli spettatori della rassegna, un luogo privilegiato di esperimenti e di fabbrica di nuove ennesime realtà sulla base di già verificate drammaturgie, già premiati e clamorosi debutti inglesi, già decisivi passi in avanti che il teatro (inteso come laboratorio di contenuti e forme espressive) ha fatto in Gran Bretagna. Ora, al teatro Belli,  a sottoporsi al vaglio di nostre    traduzioni, nostre regie e nostre prove d’attore saranno sette testi: “The Author” di Tim Crouch, “Have I None” di Edward Bond, “One Minute” di Simon Stephens, “Taking Care of Baby” di Dennis Kelly, “Orphans” ancora di Dennis Kelly, “Far Away” di Caryl Churchill, e “Moonfleece” di Philip Ridley.

29 – 30 - 31 marzo

Teatro dei Borgia

THE AUTHOR

di Tim Crouch

Traduzione di Luca Scarlini

con David Coco, Annalisa Canfora, Giovanni Guardiano, Daniele Nuccetelli

Musiche a cura di Papaceccio MMC

regia  Gianpiero Borgia


Il fulcro di quest’opera è il meccanismo drammaturgico, l’ingranaggio che muove l’effetto di una creazione teatrale. Il tema su cui è incentrata è quello dell’abuso perpetrato in nome dello spettatore. Cosa significa essere uno spettatore? Qual è la responsabilità che ci prendiamo scegliendo di essere spettatori?

In questo spettacolo metateatrale, il regista e gli attori principali di una compagnia raccontano la lavorazione per la messinscena di un drammatico spettacolo che racconta di un padre che abusa della figlia sedicenne. L’opera viaggia costantemente su un confine sottile, in bilico tra realtà e finzione, con “l’Attrice” che passa repentinamente dalla interpretazione della ragazza traumatizzata ai piccoli aneddoti delle sue partecipazioni come attrice a grandi produzioni americane. “L’attore” racconterà la propria nevrosi, che lo ha portato a identificarsi troppo con il personaggio tramutandosi in un violento aggressore.

Alcuni interventi caustici del personaggio che rappresenta il “Pubblico” pilotano le reazioni del vero pubblico, mettendo in luce tutta la contraddittorietà dei personaggi e del meccanismo teatrale in sé stesso. Nell’ultima parte, “l’Autore” si mette a raccontare, ipnoticamente, come una notte, al termine della festa di chiusura di quel difficile spettacolo, quando tutta la sofferenza provata nell’analisi psicologica e artistica della compagnia era ormai giunta al termine, si era ritrovato a guardare se stesso incapace di resistere alla seduzione voyeuristica.


Tim Crouch è attore e autore teatrale. La sua prima piece, My Arm ha debuttato a Edimburgo nel 2003 e da allora è in tournèe in tutto il mondo. Poi seguono una trilogia shakespeariana di teatro per ragazzi, Shopping for shoes per il National Theatre, Kaspar the Wild, An Oak Tree con cui ha vinto il Glasgow Herald Angel Award. I suoi lavori rimandano per molti aspetti a certi esiti della performance art. The Author ha ricevuto il Total Theatre Award for Innovation durante l’edizione 2010 dell’Edinburgh Fringe Festival, registrando un mese di sold out  presso il Traverse Theatre.

2 – 3 – 4 - 5 aprile

Fibreparallele

HAVE I NONE

di Edward Bond 

con Licia Lanera, Maria Luisa Longo, Riccardo Spagnulo

assistente alla regia Elio Colasanto

oggetti di scena Modesta Pece

organizzazione Rosagiulia Scarongella

regia Licia Lanera e Riccardo Spagnulo


Have I none

non ne ho

non ho faccia

non ho storia

non ho scelta

Sull'orlo del precipizio non hai scelta, l'unica azione possibile è saltare nel vuoto. Se il mondo sprofonda e se questa non è più vita, saltare nel vuoto ancora una volta.

Consumare per esistere, ma quanto durerà?

Nel 2077 di Have I none, l'evoluzione del capitalismo è un mondo dove vita e morte si confondono, dove vivere è spegnersi lentamente, e decidere di morire è un atto di estrema vitalità.

La vita morta e la morte viva.

Dove il passato è stato abolito.

Dove non c'è più posto neanche per la memoria personale.

In questo mondo, in cui sembra non esserci scelta, tocca prendere la responsabilità di saltare nel vuoto.

Have I none è una tragedia in cui la vita è un giocattolo rotto.

L' abbiamo messa in scena, ci siamo messi dentro la scena, messi, buttati, nel 2077, con un salto nel vuoto.

Siamo altro da noi, sembra che qualcun'altro si sia messo al nostro posto, ma siamo sempre noi, soltanto noi. Non abbiamo altro che le nostre vite.

Questo abitare è  un nuovo tassello che ci aiuta a parlare di un futuro senza futuro.


Edward Bond (1934) è un drammaturgo, poeta, sceneggiatore nonché regista teatrale britannico. La sua produzione conta circa 50 testi per la  scena,  articoli,  riflessioni, saggi d'attualità. Ha firmato anche sceneggiature per il cinema, come quella di Blow-up (1966), regia di M. Antonioni, e quella di Nicholas and Alexandra (1971), regia di F. J. Schaffer.

6 – 7 -  8 aprile

NIM Neuroni in Movimento

in collaborazione con AMAT - associazione marchigiana attività teatrali

e con Teatro della Tosse

ORPHANS

di Dennis Kelly

con  Pier Luigi Pasino,Fiorenza Pieri, Vito Saccinto

regia Matteo Alfonso e Tommaso Benvenuti


Orphans è stato scritto nel 2009 e, ad oggi, è stato rappresentato soltanto in Inghilterra e a Berlino. Ha ricevuto diversi premi, in particolare al Fringe Festival di Ediburgo. In quattro atti assistiamo allo sgretolamento di un nucleo familiare. Il testo inizia con uno schiaffo allo spettatore, che viene immediatamente catapultato nel pieno dell'azione. Helen e Danny, una giovane coppia londinese, stanno per iniziare una cena a lume di candela ma... irrompe in casa Liam, fratello minore di Helen, coperto di sangue ed in stato di shock. C'è stato una specie di incidente, o meglio, nel tornare a casa Liam si è imbattuto in un ragazzino asiatico sanguinante per delle brutali ferite da coltello, lo ha abbracciato sporcandosi di sangue e, non sapendo in che altro modo aiutarlo, è andato a casa della sorella. Nel corso di quattro scene in cui la tensione continua a crescere fino al parossismo, assistiamo al confronto tra queste tre creature alla ricerca di una soluzione. La versione di Liam continua a cambiare, finchè la verità, una terribile, violentissima verità, non verrà a galla. Helen, una sorta di Antigone contemporanea e molto più pragmatica, si ritroverà a combattere tra l' amore per il marito e il profondissimo legame di sangue che la lega al fratello. E', però, attraverso il percorso di Danny che l'autore ci guida in questo viaggio all'inferno. Il percorso di un uomo onesto, amorevole, che si ritrova a mettere in discussione tutto ciò in cui crede, nel disperato tentativo di proteggere quella minuscola bolla di serenità familiare che, invece, è irrimediabilmente marcita. Helen e Liam sono orfani, cresiuti sballottati tra un centro e l'altro dopo aver perso i genitori in un incendio. Due animali in fuga, alla ricerca di un po' di serenità, ma pronti ed allenati a difendersi a vicenda. Orphans appunto, ma orfano è anche Danny e con lui lo siamo tutti noi, orfani dei nostri valori, orfani di un punto fermo.

Le bande di ragazzini armati di coltelli e mazze che terrorizzano gli abitanti di gran parte delle città occidentali, la paura del diverso, dello straniero, la divisione del mondo tra Noi e Loro, la definitiva perdita dell' innocenza e, soprattutto, la profondissima crisi dei nostri valori. Questi sono solo alcuni dei problemi, delle ferite aperte della società occidentale contemporanea che Dennis Kelly riesce a toccare mentre ci racconta la sua storia.


Dennis Kelly (1970) autore di teatro e televisione ha esordito nel 2003 sulla scena teatrale londinese con l'acclamatissimo Debris. Ha al suo attivo una quindicina di testi tra cui Osama The Hero del 2004 rappresentato con successo all'Hampstead Theatre e After the End presentato al Traverse Theatre di Londra nel 2005, e successivamente con grande consenso al Festival di Edimburgo.

9 aprile

PAV

ONE MINUTE

di Simon Stephens

traduzione di Esther Elisha e Cristina Spina

con  Esther Elisha, Dario Iubatti, Diego Ribon,

Cristina Spina, Sandra Toffolatti,

consulenza musicale di Riccardo Giagni, abiti di  Patrizia Pieroni

mise en espace a cura di Cristina Spina



One minute, ambientato in diverse parti di Londra nel 2001, è un testo corale e centrato sul lavoro dell’attore.

Si ispira al rapimento e poi  assassinio di Millly Bowling, una ragazzina di 11 anni. 

Due uomini e tre donne seguono il caso cercando  di dare  senso a questo tragico evento, brancolando nella solitudine di una città fredda, frenetica, brutale,  dove le insegne del MacDonald diventano miraggi, i pavimenti delle metropolitane cosparsi di catarro, ventri freddi che inghiottono, le gru  ragni giganteschi nel cielo. 

La città  viene svelata attraverso “confessioni” che singolarmente i protagonisti fanno al pubblico.

Quando invece parlano tra di loro, i personaggi tacciono sempre quello che sta loro a cuore, parlano d’altro, depistano, balbettano,  e noi possiamo solo ascoltare il riverbero che la tragedia ha avuto sulle loro vite e sul loro mondo interiore.

One minute è stato scritto  in un arco di tempo di dodici mesi attraverso work shop. Simon  Stephens  dice: “volevo scrivere su Londra  e il  dolore, alla fine il dramma che ho scritto è un curioso poliziesco,  una detective story  con il centro rimosso, con il cuore tolto. Nessun corpo è  rivelato sul palcoscenico, nessun sospetto identificato.”


Simon Stephens (1971) è una degli autori emergenti del nuovo teatro inglese e appartiene a pieno titolo alla generazione degli autori del In-yer-face theatre.

Ha al suo attivo una quindicina di testi tra cui Port e On the Shore hanno ricevuto importanti riconoscimenti. Il suo ultimo testo Punk Rock e stato candidato al premio come miglior testo del 2010.

11 – 12 - 13 aprile

Accademia degli Artefatti

TAKING CARE OF BABY

di Dennis Kelly

traduzione di Pieraldo Girotto

cast da definire

mise en espace a cura di Accademia degli Artefatti


Il testo è una insolita forma almeno in Italia di verbatim/drama ovvero teatro/documentario.
Una donna viene accusata di aver assassinato i suoi due bambini, la storia è' vera e ispirata a Sally Clark e Angela Cannings i corrispettivi inglesi del caso Cogne.
Il testo è costruito su reali interviste e documentazioni dei casi.

Una voce fuori scena pone sul campo le questioni e i vari personaggi:

un politico, il padre, la madre dell'accusata, degli psichiatri...

In una sorta di rashmon moderno danno la loro versione dei fatti.
Ancora una volta verità e finzione si sovrappongono.

Ancora una volta la realtà mediatica è diversa dalla vita.

Per Accademia degli Artefatti si tratta di un ulteriore tappa di indagine nelle forme della drammaturgia contemporanea, e in questa primo approccio di avvicinamento a “Taking care of baby” di Dennis Kelly si tenterà di ricreare l'atmosfera di una docu-fiction, cercando di ricostruire lo stesso meccanismo perverso che muove le informazioni sempre miste alle illazioni di cui le notizie spesso sovrabbondano, facendoci sempre più allontanare dai fatti per entrare dentro l'universo del soggettivo e preparando la realtà ad essere manipolata e utilizzata ai nostri scopi.

Dennis Kelly (1970) ha esordito nel 2003 sulla scena teatrale londinese con l'acclamatissimo Debris. Nel 2004, il suo Osama The Hero è stato rappresentato con successo all'Hampstead Theatre. After the End ha debuttato in prima mondiale al Traverse Theatre di Londra il 5 agosto 2005, ottenendo poi grandi consensi al Festival di Edimburgo. Taking care of baby è sicuramente il testo che ha consacrato Kelly a drammaturgo di fama mondiale.

Fabrizio Arcuri


15-16-17 aprile

I Termini

FAR AWAY

di Caryl Churchill

traduzione di Massimiliano Farau

con Giandomenico Cupaiuolo, Barbara Ronchi, Eugenia Rofi

mise en espace a cura di Andrea Baracco


In Far Away (Lontano lontano) ogni cosa presente in natura è in guerra, una guerra dai tratti assoluti e ridicoli, una guerra che coinvolge tanto gli uomini quanto le api, i coccodrilli e gli alberi, i bambini e le sorgenti d'acqua, e che crea delle strane, inaspettate alleanze, delle simmetrie sorprendenti . I gatti che entrano in guerra al fianco dei francesi, gli elefanti con gli olandesi e così via. Come in una specie di “Guernica”, la violenza non tocca esclusivamente chi la produce ma si sparge, come fosse una sorta di macchia d'olio inarrestabile e contaminatrice, e va ad insinuarsi in ogni più remoto angolo dell'esistente. Nessuno è escluso, nulla rimante incontaminato.

Caryl Churchill ci consegna un testo sull'assurdità dei totalitarismi e la paradossalità della guerra che non ha vittime ma solo carnefici, che non contempla innocenti ma soltanto colpevoli.

Un ragazzo ed una ragazza fabbricano eccentrici cappelli per condannati a morte che in una lenta, clownesca processione sfilano verso il proprio destino. E loro, i ragazzi fabbricatori, lì ad interrogarsi su quale sia il colore più bello da accostare al blu. Una zia, decrepita e stanca, giustifica il proprio uomo che bastona bambini e anziani e ne occulta i corpi. Ed in un ultimo bagliore di lucidità, quando ormai la soglia della decenza sembra definitivamente abbattuta, quando ogni principio morale rantola tra le macerie, non si può che ammettere “Non sapevo con chi stesse il fiume, avrebbe potuto aiutarmi a nuotare oppure farmi annegare. Quando hai fatto solo un passo non puoi sapere che cosa accadrà. L'acqua ti avvolge le caviglie comunque”.


Caryl Churchill (1938) viene riconosciuta tra i maggiori drammaturghi di lingua inglese. Nota per il suo stile teatrale non naturalistico e per tematiche come il femminismo e le politiche sessuali, l'abuso di potere, il colonialismo e la guerra, è ad oggi una delle più celebri tra le scrittrici contemporanee.


19 – 20 -21 – 22 - 23 aprile 2011

Diritto e Rovescio

MOONFLEECE

di Philip Ridley

Traduzione di Fabiana Formica

con Sara Borghi, Vittorio Bottillo, Mauro Conte, Michele Degirolamo,

Fabiana Formica, Riccardo Francia, Davide Gagliardini, Laura Garofoli, Federico Lima, David Ognibene, Elisabetta Ventura

Costumi di Federica Morichetti

regia di Carlo Emilio Lerici


Curtis ha organizzato un incontro segreto in una appartamento abbandonato di un casermone di periferia. Anni prima, quando era bambino, viveva in quella casa, abbandonata dopo le tragiche morti del padre e del fratello più grande. Da qualche tempo Curtis vede il fantasma del fratello. Con l'aiuto di Gavin e Tommy, anch'essi membri del partito di estrema destra del quale egli è leader, e della sua ex ragazza, Sarah, Curtis cerca di capire perchè il fantasma del fratello lo perseguita. Qualcosa, tuttavia, non va come previsto.  Alex e Jez, amici di Sarah, arrivano inaspettatamente, e l'appartamento è occupato da due ragazzi di strada. Uno di loro ha una storia da raccontare.
Una storia che cambierà per sempre la vita di Curtis.


Moonfleece è un'intenso ed emozionante viaggio nella memoria e nell'identità personale attraverso un percorso che affronta temi come il razzismo e l'omofobia. E di come coloro che esercitano un'autorità sui ragazzi possono distorcere la realtà ed il passato condizionando le loro esistenze.


Nella scorsa stagione grande risalto ha avuto sui giornali britannici il fatto che la rappresentazione dell'opera sia stata proibita da un consiglio comunale inglese per motivi di ordine pubblico.


Philip Ridley (1964) è un pittore, scrittore, sceneggiatore, autore teatrale e cineasta britannico e si autodefinisce "uomo del Rinascimento per l'era multimediale". Due dei suoi testi più importanti, Mercury Fur e Vincent River, sono stati messi in scena da Lerici nelle scorse stagioni

“The Storyteller Sequence” è composta da: Karamazoo (2006), Fairytaleheart (1998), Sparkleshark (1997) Moonfleece (2004) e Brokenville (2004).
L'ordine dei testi non è cronologico ma è quello in cui Ridley intende vengano letti e  rappresentati.



TREND

nuove frontiere della scena britannica

X edizione



Direzione Artistica: Rodolfo Di Giammarco

Organizzazione Generale: Carlo Emilio Lerici

Ufficio stampa: Paola Rotunno e Margherita Fusi

Direttore Tecnico: Loris Pioppo


Orario spettacoli: tutte le sere alle ore 21,00

Prezzi: Interi € 18,00 – Ridotti € 13,00



Informazioni e prenotazioni: 06 5894875

info@teatrobelli.it

www.teatrobelli.it



Teatro Belli – piazza Sant'Apollonia, 11a – (Trastevere)

Trend. Nuove frontiere

della scenabritannica

fino al 29 marzo - 23 aprile al Teatro Belli

La tragedia dello sterminio nazista raccontata in modo diverso dal solito


29 maggio - Teatro Quirino, Roma


Sono soltanto animali

           

di Luciano Colavero e Federico Olivetti

con Antonio Tintis

scene di Alberto Favretto

luci di Mirco Coletti

regia di Luciano Colavero 

Sono soltanto animali

dal 10  al 15 maggio 201

La Compagnia Diritto e Rovescio in

LE VITE DEGLI ALTRI

di Albert Ostermaier

Ispirato al film di Florian Henkel von Donnersmarck

conGianluigi Fogacci, Roberto Posse, Daniele Salvo

Teresa Pascarelli, Simone Faucci

Musiche di Arturo Annecchino

Mise en  espace a cura di Teresa Pedroni


La Compagnia Diritto e Rovescio, dopo la messa in scena dello spettacolo “Sostiene Pereira” di Antonio Tabucchi, interpretato da Paolo Ferrari, torna ad affrontare il tema del rapporto tra Potere e Cultura con il testo  “Le vite degli altri”, (ispirato al film di Florian Henckel Von Donnesmarck, premio Oscar 2007) di Albert Ostermaier, autore teatrale di rilievo in Germania e in Austria. La tematica ivi affrontata consiste nella revisione di una situazione politica attraverso l’analisi del processo di trasformazione di un uomo, Gerd Wiesler e della sua conseguente presa di coscienza riguardo alle proprie responsabilità politiche e morali nel contesto in cui opera, la Berlino Est di metà anni ’80 come funzionario della Stasi incaricato di sorvegliare Georg Dreymann, drammaturgo di successo sospettato di dissidenza. In realtà , si tratta di una macchinazione ai danni dello scrittore, cui il Ministro della Cultura Hempf intende sottrarre la compagna, la Prima Attrice Christa-Maria Sieland. Il poliziotto piazza microfoni e comincia la sorveglianza a tempo pieno della coppia, ma lentamente l'esperienza lo trasforma, facendogli sorgere dei dubbi sul proprio ruolo e spingendolo, quasi suo malgrado, a proteggere Dreymann e a cercare di salvare Christa.

Il testo indaga il tema universale della  responsabilità personale in opposizione al Diktat ideologico di un Paese e ai relativi conflitti che ingenera nell’individuo. Il rapporto che si istaura tra Arte e Potere dal punto di vista di un intellettuale Georg Dreymann, all’interno di un regime oppressivo: se debba opporsi alla dittatura anche a rischio dell’arresto o della vita, oppure convivere con il Sistema, inserendo nel proprio lavoro elementi di critica che possano operare un cambiamento nel corso delle vicende.L’Arte e la Cultura come strumenti atti per tentare di trasformare e migliorare l’Uomo.

La scelta di questa  tematica continua il percorso iniziato con  “Sostiene Pereira” dove il protagonista, un giornalista, alle prese con la realtà storica e politica si assumeva le sue responsabilità morali e civili conquistandosi la dignità di Uomo.

TEATRO BELLI  

dal 10  al 15 maggio

Piazza Sant'Apollonia 11a

00153 Roma


orario spettacoli:

dal martedì al sabato alle 21

domenica alle 17.30


prezzi:  interi 18 euro - ridotti 13 euro ridotti Goethe Institut 10 euro


Info e prenotazioni 06 5894875


info@teatrobelli.it

www.teatrobelli.it

Le vite degli altri al Teatro Belli

Corrado d'Elia interpreta una grande storia dal sapore mistico e universale, radicata nella terra di Sardegna, di cui racconta le asperità, la forza e la magia: d'Elia mette in scena in prima nazionale una storia affascinante, dal sapore antico, un omaggio del regista alla Sardegna, alla musica di Marisa Sannia e alla scrittura di Salvatore Niffoi.

Abacrasta non si trova in nessuna enciclopedia o carta geografica, è un paese (immaginario, ma verosimile) situato nella terra avara e rocciosa nel cuore della Barbagia. Abacrasta è meglio noto tra i paesi del circondario come «il paese delle cinghie»: molti fra coloro che vi abitano ad un certo punto della loro esistenza sentono il richiamo della Voce, e corrono ad impiccarsi. Legano al collo la cinghia e dicono addio alla vita: «nelle tanche di Abacrasta non c’è albero che non sia diventato una croce».

Finché un giorno non arriva Redenta Tiria, «una femmina cieca, con i capelli lucidi come ali di corvo e i piedi scalzi», ed i suicidi cessano. «Sono la figlia del sole, e sono venuta per portare la luce nel paese delle ombre».

d'Elia in questo spettacolo si serve di una lingua “ibridata”, che si fonda sulla commistione di italiano e limba; non un mero esercizio di stile, ma un flusso che si dispiega con naturalezza, con un accento forte e riconoscibile. È un registro linguistico che persuade e avvince, capace di esprimere le tensioni di una terra, ma anche di parlare ad un pubblico vasto, universale. Accompagna il racconto la voce magica e incantata di Marisa Sannia, una musica che sa di terra, di magia e di meraviglia, il cui suono penetra nel profondo mistero della vita e della morte.

E' difficile non scorgere un senso quasi religioso nella figura di Redenta Tiria. Redenta, redenzione: ma non in senso ultraterreno, giacché insegna che l’unico riscatto possibile è nella vita stessa, nella «vita ritrovata», nella speranza, nel «tagliare la lingua alla Voce».È una “religione” della vita, quella che emerge in filigrana di questa favola cruda e bellissima.


Dal 17 al 22 maggio 2011 al TEATRO BELLI, piazza Sant'Apollonia 11/a, Roma


Compagnia Teatri Possibili in LA LEGGENDA DI REDENTA TIRIA di Salvatore Niffoi


Regia di Corrado d'Elia, con Corrado d'Elia
Luci Alessandro Tinelli, fonica Davide Boselli


ORARIO SPETTACOLI: dal Martedì al Sabato alle 21, domenica alle 17.30                  


INFO E PRENOTAZIONI: 06.58.94.875 info@teatrobelli.it

La leggenda di Redenta Tiria

Kullus a Teatro San Lorenzo

Lo spettacolo “Vita” di Longoni

Teatro Belli, piazza Sant'Apollonia 11/a, Roma


dal 28 ottobre al 6 novembre


Teatro e Società presenta V I T A

Scritto e diretto da Angelo Longoni, con Pamela Villoresi, Emilio Bonucci, Eleonora Ivone


Un padre  -  Una madre  -  Una figlia

Un incidente stradale, il tempo che si ferma

Tutto l’amore del mondo e tutto il dolore del mondo

Il conflitto di una famiglia come rappresentazione del conflitto di un paese intero


L’Italia, forse più di ogni altro paese occidentale, è il luogo della separazione netta dei concetti, delle idee e delle convinzioni in modalità di parte, spesso semplificate e superficiali.

La realtà che viviamo sembra dipendere solo dall’azione di due principi opposti, tra cui esiste un contrasto insanabile a causa del quale finiamo per vedere il mondo solo in bianco o in nero senza riuscire a concepire altri colori o sfumature.

Anche nelle recenti e tragiche vicende di Eluana Englaro e di Piergiorgio Welbi, il popolo italiano, insieme ai suoi rappresentanti politici, si è diviso in due metà contrapposte e incompatibili.

Da una parte le accuse di assassinio, dall’altra quelle di tortura di corpi inermi e senza futuro.

In mezzo a queste due posizione quasi il nulla.

In VITA si racconta questo conflitto come se fosse interno ad una famiglia. Al centro una donna la cui esistenza si è sospesa a causa di un incidente stradale, vicini a lei il padre intenzionato a liberarla dallo stato vegetativo permanente nel quale giace e la madre invece ferma nel difenderne la vita in ogni caso e ad ogni costo. Due posizioni inconciliabili, esattamente come quelle di una popolazione che si è divisa in due metà, due genitori spezzati, due personaggi simbolo. Tre voci che compongono una partitura di sentimenti, di ricordi e di riflessioni, un flusso poetico che racconta la vita in tutte le sue espressioni: il dolore, la gioia e, soprattutto, l’amore.


Orario spettacoli: dal martedì al sabato alle ore 21 - domenica alle ore 17,30 - lunedì riposo

Prezzi: Interi € 18 - Ridotti € 13 Prevendita e prenotazione € 1


Info: info@teatrobelli.itwww.teatrobelli.it - tel. 06 5894875

“La Donna alata” al Teatro Belli

Liberamente ispirato al romanzo “Notti al circo” di Angela Carter, con Federica Restani. Regia di Raffaele Latagliata.

Una produzione Ars.Creazione e Spettacolo


Una intensa ed appassionata performance liberamente ispirata al romanzo cult della più stravagante e visionaria scrittrice inglese nota come uno degli emblemi della letteratura femminile del nostro secolo: Angela Carter. E' l'anno del Signore  1899! Mentre il XIX secolo, con il suo carico di drammi, ormai  non è che un mozzicone semispento in procinto di essere schiacciato nel posacenere della storia, un nome è sulla bocca di tutti, dalle duchesse ai venditori ambulanti: Fevvers, la donna alata, l'attrazione di tutte le Capitali d'Europa, la più grande trapezista del suo tempo in grado di librarsi nell'aria con le sue strabilianti ali che travalicano l'umano ed eseguire al rallentatore un fantomatico triplo salto mortale.

In un camerino dell'Alhambra Music Hall di Londra, la diva più acclamata, discussa e vagheggiata dell'inizio del '900, inizia a raccontare la storia della sua rocambolesca vita: il trapezio , la gloria, ma anche il bordello sul Tamigi davanti al quale viene abbandonata  e nel quale viene cresciuta, la sua carriera da tableau vivent prima come Cupido, insegna dell'amore, poi, una volta spuntati il seno e le penne, come Vittoria Alata, fino al calvario nella prigione per  “donne mostro” della ossuta Madame Schreck che la offre al voyeristico piacere dei suoi pervertiti clienti. Ad ascoltarla un presunto quanto misterioso intervistatore di nome  Walzer. Un giornalista? Uno scrittore? O che altro?

Ma le fantasmagoriche  ali che Fevvers porta sul dorso e che la rendono una vera e propria attrazione colossale, da Circo Barnum,  che cosa sono?  Una realtà innaturale? una finzione? O semplicemente un' illusione? E in definitiva, qualora fossero davvero reali, queste attraenti appendici non sarebbero forse anche il segno di un' invalidante mostruosità?

Il segreto della creatura alata si risolverà alla fine in un percorso condotto con il coraggio e la forza di una donna che ama la vita sopra ogni cosa e utilizza l'amore come strumento per superare e ridere della deformità, che trasforma il diverso  da un emarginato in un mito attraverso un epico e rocambolesco riscatto.

Dall'8 al 13 Novembre 2011, dal martedì al sabato alle ore 21

domenica alle ore 17.30

Prezzi: Interi € 18,00 – Ridotti € 13

Teatro Belli - piazza Sant'Apollonia 11/a, Roma. Tel. 06 5894875

Per ulteriori informazioni  www.teatrobelli.it/

http://www.ars-creazione.net

TRAILER VIDEO

http://www.youtube.com/watch?v=2DSNDBlOU_0

Fino al 20 novembre al Teatro Belli

“Sarto per signora” di Feydeau

TEATRO BELLI, Roma

dal 29 dicembre all’8 gennaio

dal martedì al sabato alle ore 21, domenica alle ore 17,30

per informazioni e prenotazioni

06 5894875 info@teatrobelli.itwww.teatrobelli.it


SARTO PER SIGNORA di Georges Feydeau


traduzione e adattamento di Roberto Lerici

con Luciano Roman e Diana Detoni e con Antonio Palumbo,  Anna Cianca, Gino Nardella, Anna Casalino, Giorgio Carminati, Monica Belardinelli. Regia di Nucci Ladogana.

Riallestimento a cura di Carlo Emilio Lerici.

Durante le feste uno spettacolo all’insegna del divertimento puro. Protagonista la comicità del Maestro della risata Feydeau!

Serata speciale il 31 dicembre

Il paradosso del poliziotto e Tex Willer

DAL 17 AL 22 GENNAIO AL PICCOLO ELISEO DI ROMA

Uno scrittore incontra un ispettore di polizia per scoprire i segreti delle tecniche dell’interrogatorio.

Uno scrittore intervista Tex Willer, il personaggio dei fumetti preferito nella sua adolescenza.


Orario: da martedì a sabato ore 20.45 e domenica ore 17. Posto unico 15 euro (ridotto 10 euro)


TEATRO ELISEO via Nazionale, 183 - Roma

tel. (centralino) 06.488 721

tel. (botteghino) 06.4882114 - 06.48872222  info@teatroeliseo.it www.teatroeliseo.it

Via libera al teatro... a Roma

Via Libera al Teatro è un percorso teatrale aperto a tutti.

Via Libera al Teatro è un luogo di incontro, una zona libera dell’espressione dell’individuo che deve essere/rimanere profondamente umana.

Il lavoro è basato sull’ascolto, sull’osservazione (dentro e fuori la scena), sul testo, l’azione individuale e l’azione collettiva.

A seconda delle esigenze dei partecipanti é prevista una messa in scena del lavoro svolto.


Conducono Daniele Miglio e Antonio Sinisi.


Data d'inizio: martedì 17 gennaio 2012

Ogni martedì dalle 20:30 alle 22:30 - Costo: € 30,00 mensili


Per iscrizioni e informazioni: 392 2899182 - officinaculturale.vialibera@gmail.com

“Punto e... a capo” al Teatro Duse

La Società per Attori MUMBLE MUMBLE di Emanuele Salce e Andrea Pergolari con Emanuele Salce e Paolo Giommarelli. “Sono figlio di un uomo di spettacolo. Regista, attore, umorista. Ha fatto cinema, teatro, televisione, radio; ha scritto libri, commedie sceneggiature. Ha fatto un po’ tutto quello che c’era da fare. Me compreso... E fra le molte altre cose che ha fatto, un bel giorno è morto...”. Comincia così il dialogo con se stesso di un attore che, nel camerino di un teatro di una sperduta località della più profonda provincia italiana, è in attesa che si faccia vivo almeno il primo spettatore per poter andare in scena con la versione per un solo attore de “I fratelli Karamazov”. Durante questa beckettiana attesa il nostro attore si sofferma a riflettere con ironia sul significato del proprio lavoro, sulle difficoltà, sul suo senso profondo e sulla attuale crisi che attanaglia il mondo della cultura del nostro paese nonché sulla inevitabile comparazione col recente passato e con le esperienze legate alla sua adolescenza. Avrà così modo di rievocare passaggi della propria vicenda umana, sul cui sfondo campeggiano alcune grandi personalità del nostro cinema e teatro, dal padre Luciano, al patrigno Vittorio e ai tanti loro colleghi, figure per lui quotidiane e familiari, che affiancavano alla loro attività professionale un grande amore per la cultura, figure pubbliche e carismatiche che hanno segnato profondamente la società del tempo. E con essa, hanno segnato anche la psiche del protagonista. Ed è proprio nella rievocazione dei tanti episodi, tra il macabro, il comico e l’osceno, partendo proprio dal giorno del funerale del padre, che il protagonista potrà fare chiarezza dentro di sé e capire perché si trova in quel posto, in quella data ora e con quel testo da interpretare. Un percorso umano ed esistenziale che si dipana fra letture “alte” e un’irresistibile voglia di aggiustare il mondo con una battuta corrosiva, che intreccia la comicità di alcune situazioni con degli squarci interiori nell’anima di un bambino e poi di un ragazzo che assiste ad eventi più grandi di lui. Un ragazzo che avrà bisogno di intraprendere quel cammino artistico e umano per diventare un uomo libero. Come dovrebbe fare, o forse aspirare a fare, ognuno di noi.

Dall’14 al 19 febbraio, dal martedì al sabato alle 21 - domenica alle 17.30.

Prezzi: Interi € 18 - Ridotti € 13. Teatro Belli, piazza Sant'Apollonia 11/a - Roma.

Tel. 06 5894875. Per ulteriori informazioni www.teatrobelli.it

Mumble mumble

La Contrada - Teatro Stabile di Trieste  presenta

Maurizio Zacchigna in                  BUONE VACANZE

Trilogia con muro, borsa e bambino

di Carlo Tolazzi

allestimento e regia Marcela Serli

musiche Edy Meola


Avere a che fare con un bambino è o dovrebbe essere per un adulto un’esperienza assolutamente unica. Che sia nostro figlio, un nipote, uno scolaro, uno sconosciuto che intercettiamo in una frazione della nostra vita, un bambino è sempre la cartina al tornasole della nostra capacità di amare, ovvero della struttura affettiva raggiunta da un adulto.

Oggi la società degli adulti non pone i bambini al suo centro, non ce la fa per un milione di motivi che sfuggono probabilmente alla responsabilità del singolo; si permette invece che li ponga il “mercato”, che inevitabilmente ai bambini di una società opulenta pensa fin troppo. È infatti con la delega al prodotto acquistabile, con il ricorso diffusissimo agli animatori di feste di compleanno, con l’esposizione alla “pedagogia” televisiva, con l’iscrizione talvolta ossessiva a corsi di ogni tipo che l’adulto surroga la propria mancanza di tempo e soprattutto di fantasia.

Il contributo di creatività rivolta ai bambini proviene perciò da entità troppo spesso esterne alla loro sfera affettiva quotidiana. Buone vacanze non tenta di dare soluzioni preconfezionate: affidandosi allo straordinario potere del teatro cerca solo di offrire agli adulti un momento prezioso di sosta, libero e denso di emozioni, che favorisca il riaffiorare di sensazioni lontane e il recupero di istinti creativi, di conoscenze e abilità sopite da poter condividere con i bambini della loro vita. Per costruire un mondo sentimentalmente meno analfabeta di quello attuale.

Ho chiesto a Carlo Tolazzi di pensare a tre storie che avessero per protagonista un bambino. Poi, volevo che in ciascuna delle tre storie comparissero una borsa, che serve a contenere, a portare, a nascondere… beh, si vedrà! E un muro, che può certo avere l’utilità di separare un di qua da un di là, ma intanto è perfetto per farci anche un sacco di altre cose.

Dal 28 febbraio al 4 marzo 2012,

dal martedì al sabato alle ore 21.00 – domenica alle ore 17,30

Prezzi: Interi € 18,00 – Ridotti € 13,00

Teatro Belli

Piazza Sant'Apollonia 11/a Roma

Tel. 06 5894875 www.teatrobelli.it

Buone vacanze

Diritto & Rovescio in collaborazione con Teatro Belli e Garofano Verde 2008 presentano


ALAN TURING E LA MELA AVVELENATA

di Massimo Vincenzi con Gianni De Feo, voce fuori campo di Stefano Molinari - musiche di Francesco Verdinelli, regia di Carlo Emilio Lerici.


Il 23 giugno del 2012 saranno 100 anni esatti dalla nascita di Alan Turing, una delle menti più geniali del XX secolo, creatore del concetto di “intelligenza artificiale” e capostipite della rivoluzione informatica che ha letteralmente cambiato la storia dell'umanità.

Il 2012 sarà celebrato in tutto il mondo come l'anno di Turing. In particolare in Gran Bretagna, dove addirittura la cerimonia di apertura dei giochi olimpici di Londra sarà occasione di omaggio al grande matematico inglese.

Per questa ricorrenza il Teatro Belli ripropone uno dei suoi spettacoli di maggior successo: “Alan Turing e la mela avvelenata” di Massimo Vincenzi interpretato da Gianni De Feo per la regia di Carlo Emilio Lerici, che torna in scena dopo il debutto al Teatro Belli di Roma nel giugno 2008 in occasione della XV edizione di “GAROFANO VERDE – scenari di teatro omosessuale”, rassegna curata da Rodolfo Di Giammarco, e dopo la ripresa del marzo 2009 sempre al Teatro Belli.

Lo spettacolo sarà in tournée in Italia nel mese di marzo, partendo da Roma, per toccare Milano e arrivare infine a Venezia, invitato all'interno del convegno “Matematica e Cultura 2012”.

Lo spettacolo è un dialogo immaginario fra Alan Turing e sua madre, tra lettere forse mai scritte e dialoghi forse mai avvenuti. A scandire il ritmo di questa conversazione fuori dal tempo le voci del Tribunale, dove in nome della Regina si decide la rovina di una delle menti più geniali del XX secolo.

Pur attraverso una libera ricomposizione, gran parte delle parole, dei concetti e degli episodi raccontati in questo spettacolo sono stati realmente pronunciati, lasciati scritti e accaduti ad Alan Turing.


Roma, Teatro Belli dal 13 al 18 marzo

Orario spettacoli: dal martedì al sabato alle ore 21,00 - domenica alle ore 17,30

Prezzi: Interi € 18,00 – Ridotti € 13,00

Teatro Belli - piazza Sant'Apollonia, 11a (ang. S. Maria in Trastevere)

Tel. 06 5894875 - info@teatrobelli.it - www.teatrobelli.it


Milano, Teatro Libero dal 20 al 30 marzo

Orario spettacoli: dal lunedi al sabato ore 21 – domenica ore 16

prezzi: interi€ 19.00 - under 26 € 15.00 - over 60 € 11.00 

Teatro Libero - Via Savona 10

tel. 02-8323126 - biglietteria@teatrolibero.it  www.teatrolibero.it


Venezia, Teatro Junghans il 31 marzo ore 20

Teatro Junghans – Campo Junghans – 494 Giudecca

tel. 041 2411974 - www.mat.uniroma1.it/venezia2012/

Alan Turing e la mela avvelenata



TREND – nuove frontiere della scena britannica – XI edizione


21 – 30 marzo 2012

rassegna a cura di Rodolfo di Giammarco





                      21 – 22 marzo 2012                                                                    23 –  24 marzo 2012

                           Teatro Belli                                                                          Compagnia Silvio Peroni

                           A SLOW AIR                                                                                    COCK

                      di David Harrower                                                                              di Mike Bartlett

        con Nicola Pannelli e Raffaella Tagliabue                                        con Margot Sikabonyi, Enrico Di                                                                                                                                 

                                                                                                               Troia,Fabrizio Falco, Jacopo Venturiero

     mise en espace a cura di Giampiero Rappa                                       mise en espace a cura di Silvio Peroni

                    




                          25 – 26 marzo 2012                                                                  27  –  28 marzo 2012

                            Teatro Cargo                                                                       Capo Trave

            QUESTA IMMENSA NOTTE                                                                      MISTERMAN

                      di Chloë Moss                                                                                di Enda Walsh

  con  Orietta Notari, Raffaella Tagliabue, Lisa Galantini                                   con Alessandro Roja

                  regia Laura Sicignano                                                              mise en espace a cura di Luca Ricci


                                                                                                                                       



29 – 30 marzo 2012

Ass. cult. Musicale Beat 72 e Padiglione Ludwig

HYMNS di Chris O'Connel

con Alessandro Bertollini, Alessio Genchi, Roberto Laureri, Mattia Mariani

mise en espace a cura di Martino D' Amico


Il Progetto Speciale Teatri è realizzato con il sostegno dell'Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione di Roma Capitale.   


TREND nuove frontiere della scena britannica


L’undicesima edizione, quella del 2012, della storica rassegna “Trend - Nuove frontiere della scena britannica” si sofferma sul fenomeno di molte ricorrenti e inquietanti derive contemporanee nel cuore di due società europee che si guardano, quella continentale e quella d’Oltremanica. Prendendo spunto da cinque autori trenta-quarantenni (si va da Mike Bartlett, il più giovane, 32enne, a Chloe Moss che è 36enne, a Enda Walsh che è 45enne, a David Harrower che è 46enne, e completa il gruppo Chris O’Connell che è quarantenne e passa), adottando stili, linguaggi, culture, temi e impianti comunicativi che testimoniano differenze ma che nel complesso rispecchiano bene alcuni dei fondamentali della scena inglese in odierna evoluzione, abbiamo chiamato in causa, in questo cartellone di “Trend”, una certa (revisionabile) impossibilità di contatti famigliari, una certa (rianalizzabile) aleatorietà dell’amicizia, un certo (rischiarabile) buio nel cameratismo post-reclusorio, una certa (approfondibile) indecisione identitaria di ceto, gender e generazione, e una certa (monitorabile) ansia rappresentativa in rapporto con potere e assetto d’una comunità. Altrettante crepe sul muro della nostra educazione civile, con ipotetiche manutenzioni, con confutabili interventi, con insperabili e inedite altre prospettive. Scommettiamo su una rosa di cinque proposte (uno spettacolo e quattro mise en espace), e sul concorso ideale e generoso di artisti e compagnie, nel momento di più acuta crisi del settore artistico, nell’anno in cui rigoroso e ridotto a termini essenziali è il sostegno resosi disponibile da parte dell’Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione del Comune di Roma, senza il quale, va detto, non avremmo neanche potuto mantenere il punto. Mentre anche per questa edizione si rinnova l'appoggio del British Council di Roma.

Le carte giocate in questo programma sono quelle di “A Slow Air” di Harrower fondato su orgoglio e pregiudizio tra fratello e sorella (regia di Giampiero Rappa), “Cock” di Mike Bartlett che fruga nei conflitti nati per mancanza di scelta (regia di Silvio Peroni), “Quest’immensa notte” di Chloe Moss su una sintonia difficile tra due donne ex carcerate (regia di Laura Sicignano), “Misterman” di Enda Walsh sul confine tra costanza e mania nella missione a base di altruismo (regia di Luca Ricci), e “Hymns” di Chris O’Connell che documenta un’elaborazione giovanile del lutto (regia di Martino D’Amico). Due sere per ogni drammaturgia. Dieci sere in tutto.

Orario spettacoli: tutte le sere alle ore 21,00

Prezzi: Interi € 18,00 – Ridotti € 13,00



Informazioni e prenotazioni: 06 5894875 - info@teatrobelli.it - www.teatrobelli.it


Teatro Belli - piazza Sant'Apollonia, 11a - (Trastevere), Roma

Fino al 13 maggio al Teatro Belli

TEATRO BELLI, piazza Sant'Apollonia, 11a Roma - tel. 065894875 - info@teatrobelli.it - www.teatrobelli.it

orario spettacoli: dal martedì al sabato alle ore 21 - domenica alle ore 17,30
Prezzi: Interi € 18,00 – Ridotto € 13,00

Dal 15 al 20 maggio 2012

TEATRO LIBERO PALERMO - Stabile d’Innovazione della Sicilia presenta IL FALCO di Marie Laberge

traduzione di Maria Teresa Russo

con Mirella Mazzeranghi, Massimiliano Lotti e Rosario Sparno

scena Raffaele Ajovalasit, costumi Lia Chiappara, luci Gianfranco Mancuso; regia Beno Mazzone

Sin dal primo spettacolo del Teatro Libero, nel 1969, ho scelto di utilizzare le scritture drammaturgiche contemporanee, esplorando diversi territori linguistici ed incrociando scrittori poco conosciuti o addirittura ancora da scoprire, traducendoli spesso e presentandoli in Italia, quasi sempre per la prima volta. La scelta non è mai stata ispirata dalla ricerca dello “scoop”, dell’autore buono per il mercato, ma unicamente dall’affinità fra il mio discorso e quello del testo dell’autore di volta in volta incontrato.

Il tema centrale è sempre stato quello dell’uomo e della sua libertà. Da sempre, con aspetti e modalità differenti, l’uomo di teatro, l’attore‐autore, ha cercato di impegnarsi per porre all’attenzione dell’altro uomo di teatro, lo spettatore‐creativo, nel tempo e nel luogo deputato dell’evento, temi e problemi inerenti proprio la vita dell’uomo stesso.

Il Falco si inserisce esattamente nel mio universo creativo proprio per il fatto che l’autrice Marie Laberge ha scritto un testo di grande poesia, ispirandosi a problemi tratti dalla vita dell’uomo contemporaneo. Tre personaggi diversi, una donna, un ragazzo ed un uomo, al di là delle loro relazioni e delle loro storie, esprimono temi e problemi del nostro vivere nella società di oggi.

Molteplici sono le tematiche trattate, ma l’aspetto per me più affascinante dell’invenzione drammaturgica è quella metafora che l’autrice ha voluto cogliere fra il ragazzo e la vita di un particolare uccello, il falco, appunto, incarnazione del concetto di libertà assoluta.

In una condizione di cattività, il falco si lascia morire per esprimere la propria condizione di uccello libero, proprio come il ragazzo nella pièce, che alle sovrastrutture sociali oppone la forza della natura. La scrittura della Laberge, essenziale e necessaria, mai retorica, provoca emozioni e riflessioni sulla nostra esistenza, chiedendo allo spettatore una grande complicità. Per questo mi piace, così come ho fatto nei miei ultimi spettacoli, (da “Una cosa intima” a “El Salvador”), collocare gli attori in una “scena nuda”, con luci quasi fisse, per cercare di creare, in uno spazio molto intimo, quella particolare comunione fra attori e spettatori che può raggiungere il denudamento dell’anima, attraverso la musica della parola e del corpo.

Beno Mazzone

Il falco di Laberge

Pippo Santonastaso

in

NON È IL CASO DI FARNE

UN DRAMMA!


Scritto e diretto da CLARIZIO DI CIAULA


con Cristina Chinaglia, Gianfranco Maria Guerra,

Mariarita Fenzato, Manuela Fioravanti, Vito Garofalo

“Una divertente commedia degli equivoci e dei travestimenti con la freschezza del linguaggio di oggi ma basata sulla tradizione del miglior teatro comico”.

Sara è una brillante trentenne che ha raggiunto la popolarità anni prima grazie ad un reality televisivo ma attualmente è ridotta sul lastrico e dimenticata da tutti. Sara è disperata e, in preda ad una crisi isterica, decide di farla finita. Intanto Mario, un sessantenne nullafacente e imbranato, sotto le pressioni di sua moglie Marta, donna delle pulizie di Sara, si è introdotto in casa di lei per mettere in atto un furto. Nascostosi nel guardaroba ascolta l'intento suicida di Sara e, pur di salvarla, esce allo scoperto ritrovandosi in mezzo ad una serie di equivoci....

Una divertente commedia degli equivoci e dei travestimenti che si sviluppa in un crescendo di situazioni esilaranti e paradossali, attraverso un meccanismo accattivante che trascina il pubblico in un vortice di risate.