“e-care”, lavoratori pronti

a dare battaglia!

 

Appuntamento di protesta lunedì 1 agosto a Roma con lo sciopero e il sit-in organizzati presso la sede di Acea, a piazzale Ostiense: una doppia iniziativa per protestare sia contro l’azienda “E-Care” e la procedura di licenziamento collettivo (211 lavoratori, di cui 90 nella sola sede romana) avviata il 6 luglio scorso, sia per sottolineare la responsabilizzazione del committente Acea che avrebbe ridotto i volumi con l’intento di internalizzare, un «improvviso ricorso alla internalizzazione dei servizi da parte dei committenti, perché consentono di aggirare la norma, approvata di recente con il nuovo codice degli appalti, sulle clausole sociali, grazie alle quali si sarebbe voluto assicurare la continuità occupazionale in caso di cambio d’appalto» - come tiene a precisare lo stesso Enzo Triolo, Rsu Cisal Comunicazione.

All'origine della decisione ci sarebbe una perdita di ricavi, dovuta a un calo di attività determinato dal ritiro di alcune commesse, come quelle di “Acea”, “Lottomatica” e “TeleTu”.

L'obiettivo dello sciopero è stato centrato, in quanto le code sono state costanti nel corso dell'intera giornata, i livelli di servizio molto bassi come testimonia il messaggio, per la prima volta comparso sull’Ivr (il sistema con messaggi pre-registrati) che avvertiva il chiamante che i tempi di attesa si sarebbero prolungati per via di una iniziativa sindacale. Stesso effetto su Lottomatica. E tutto ciò malgrado la mole di supplementari e straordinari richiesti da Acea.

Anche il sit-in ha avuto successo, i lavoratori vi hanno partecipato numerosi, tra loro anche vari esponenti politici, nazionali e locali; pertanto, l'obiettivo di attirare l’attenzione è stato raggiunto. Delusione invece per l'impossibilità di avviare un dialogo diretto coi rappresentanti di Acea, che si sono limitati - attraverso la mediazione dei funzionari della questura - a garantire una risposta sulla propria posizione direttamente al Comune di Roma.

È stata presentata una interrogazione diretta al primo cittadino della capitale, Virginia Raggi, a firma di Marco Palumbo consigliere capitolino del Pd.

L'ennesima vertenza che produrrà la perdita di posti di lavoro, lavoro che Roma Capitale dovrebbe difendere, soprattutto in considerazione del fatto che Acea è una multiutility del Comune di Roma che ne detiene il 51 per cento delle azioni. La stessa multiservizi, occorre ricordarlo, che in passato è stata capace di assegnare a Furio Patrizio Monaco - coinvolto in un processo insieme a Riccardo Mancini, uno dei nomi eccellenti finiti in un'altra inchiesta, quella su Mafia Capitale - lavori per quasi 100 milioni di euro.

Senza dimenticare che la società di call center E-Care, una delle principali realtà nel panorama italiano, solo due anni fa registrava 56 milioni di euro di ricavi e 62 milioni nel 2013 con oltre 1.800 dipendenti (di cui 400 impiegati nella commessa Acea).

L'iniziativa del 1 agosto ha comunque dato l'idea di quanta determinazione vi fosse nei lavoratori, certi di non voler accettare passivamente qualsiasi soluzione, anzi, convinti che lo stato di mobilitazione permanente continua, dimostrandosi pronti a intraprendere ulteriori azioni di protesta e sensibilizzazione, sotto ogni aspetto della comunicazione e della partecipazione.


Lorenzo Soriano