il vaticano uccide
il vaticano uccide
Quel cecchino “invisibile” di Radio Vaticana: contro le antenne nocive
Si sa che i bambini amano fare cose sorprendenti, tutto a loro sembra magico, ed era quello che succedeva a me ogni volta che, insieme alle amiche di asilo o poco più grandi, con il nostro bambolotto tra le braccia ci divertivamo ad inserire e togliere velocemente il disco per sentire non più le comunissime richieste di fame, sete, sonno di un figlio di plastica, ma parole di preghiera, e più precisamente i canti devozionali della Radio Vaticana.
Erano i primi anni ‘80 e ancora non immaginavo quanto quel prodigio provenisse dalle antenne di una stazione radio distante meno di un chilometro da casa mia, situata a Cesano nella periferia di Roma Nord.
Mi sono serviti ben venti anni per rendermi conto però che quelle antenne, il cui messaggio raggiungeva ogni parte del mondo, celavano un pericolo invisibile per chi gli abitava intorno e rischiava la propria vita.
Nel febbraio 2001 infatti, dopo giorni di febbre alta e con il corpo che non rispondeva più alla mia mente ancora lucida, mi sono ritrovata in uno dei reparti di ematologia più noti d’Italia, dove veniva gente da ogni città e regione e subito mi venne fatto notare che nonostante i posti letto presenti nella struttura ospedaliera fossero a malapena una ventina, ben tre persone ricoverate in quel momento risiedevano nella mia stessa zona e condividevamo tutti la medesima sorte: malati di Linfoma.
Parola a me totalmente sconosciuta, che nei primi attimi mi fece pensare tutto al di fuori di un possibile tumore, ma poi una volta iniziate le prime chemio nelle sale adibite alle terapie insieme a gente che aveva già perso i capelli - e con loro gran parte del proprio entusiasmo - mi erano pian piano riaffiorate in mente tutte quelle persone che negli ultimi anni vicino casa mia, avevano perso un figlio per leucemia o lottavano per sconfiggere un mieloma.
Eh sì, strana coincidenza, pensai io, tanti casi di malattie al sangue in un paesino di 9mila anime. Finite le mie cure, la mia strada si è inevitabilmente incrociata con quella di tante altre famiglie di zone limitrofe che vivevano il mio analogo problema, o meglio la necessità di capire come era possibile fermare una situazione così assurda.
Parallelamente all’inizio di un processo contro la Radio Vaticana, territorio di 430 ettari di terra affollato da cinquantasette tralicci alti cento metri l’uno, abbiamo iniziato a raccogliere firme, informare la gente, spiegar loro la pericolosità che correvano e soprattutto che non si trattava di una lotta contro il Vaticano, e quindi religiosa, ma di una lotta per la sopravvivenza. La risposta è stata una timida partecipazione dei cittadini del territorio che non accettavano di considerare una minaccia, quello che le maggiori testate giornalistiche italiane a malapena accennavano differentemente dai quotidiani esteri, o che preferivano non voler sentire perché sarebbe stato un rischio troppo grosso da accettare.
Dopo anni di attese e l’assenza di dichiarazioni al riguardo o prese di posizione dei maggiori esponenti politici di zona e nazionali, lo scorso novembre 2010 sono stati resi noti i risultati epidemiologici della perizia disposta dal gip Zaira Secchi, attinenti agli anni 1997-2003, che evidenziano “una associazione coerente e importante tra il rischio di malattia per leucemia, linfoma, mieloma e lunga esposizione residenziale alle strutture di comunicazione di Radio Vaticana fino a 12 km dalle stesse” con un fattore di rischio di malattia addirittura sei volte superiore a quello atteso oltre i 12 km.
Illogico, continuo a pensare che tutto ciò sia una follia, i dati della perizia confermano solo ciò che persone in materia ignoranti avevano attestato ancora dieci anni fa con i propri occhi o con l’esperienza di chi si vede la persona amata morire da un giorno ad un altro, così colpita da un cecchino ben posizionato sulle antenne che di notte, mentre la Radio Vaticana manda il suo messaggio di pace dall’altra parte del mondo allora in pieno giorno, mira e uccide la speranza di chi sogna una vita piena di traguardi, felicità e salute, un diritto quest’ultimo che a noi cittadini di Roma Nord viene negato.
Agnese Rollo
Un centinaio di manifestanti si sono dati appuntamento questa mattina alle 10 davanti al Palazzo di Giustizia a Roma per un sit-in organizzato dal comitato “Bambini senza onde” (www.bambinisenzaonde.org) per protestare contro le antenne di Radio Vaticana che danneggiano con le onde elettromagnetiche la salute di adulti e bambini della zona nord della capitale, provocando malattie neoplastiche (come la leucemia): oltre duecento le morti accertate nel periodo 1997-2003.
Vestiti di nero, indossando una maschera bianca (da fantasmini) e tenendo in alto i cartelli con su scritto “Radio Vaticana uccide” i manifestanti sono rimasti sulla scalinata per una mezz'ora - di più non era consentito - per dare visibilità della loro protesta simulando un funerale mentre all'interno del “Palazzaccio” si svolgeva l'udienza per il ricorso in Cassazione (relativa alla condanna di Radio Vaticana per “getto pericoloso di cose” ricevuta nel 2005).
Non è stato il freddo a ostacolare i manifestanti, venuti appositamente da Cesano; anzi, confortanti e inaspettati sono stati gli attestati di solidarietà nei loro confronti, venuti dai tanti automobilisti che suonavano il clacson a sostegno di chi manifestava, fino all'arrivo di una troupe di “Striscia la notizia” con Jimmy Ghione, che ha registrato un servizio andato in onda la sera stessa; a proposito: a quando una presa di posizione di qualche politico su una questione seria come questa?
Ricordiamo che nelle zone limitrofe al segnale radio è stato riscontrato un aumento inspiegabile di decessi: la percentuale di morti per tumori era di gran lunga superiore a quella del resto del Lazio e di tutta Italia; in quelle stesse zone è ormai noto che si sono verificati “problemi di sovrapposizione vincente delle onde emesse dalla radio Vaticana rispetto ad altre stazioni, la presenza esclusiva dai citofoni, la trasmissione nelle abitazioni private da qualunque oggetto di metallo o a conduzione agevolata (termosifoni, lampadari, cucine a gas, ecc.)”.
A conclusione della giornata la conferma del diritto all'indennizzo per gli abitanti di Cesano vittime delle emissioni di Radio Vaticana. E il rifiuto - da parte della Cassazione - del ricorso, per cui rimarrà indelebile per tutta la vita la condanna di colpevolezza e i 10 giorni di carcere (anche se caduta in prescrizione).
È comunque una vittoria. È comunque una bella giornata.
Lorenzo Soriano
Respinto il ricorso di Radio Vaticana:
è una bella giornata
In un paese devastato dalla crisi, dalle lotte di classe e dai libri di Bruno Vespa, non ci resta che ridere. Ridere di tutto e di tutti, di cuore e di pancia, dando libero sfogo agli umori molesti che dominano le nostre vite. Uno spettacolo vietato ai minori per il linguaggio diretto, cinico e per gli argomenti che verranno trattati. Si faranno addirittura i nomi di alcuni politici e non vogliamo che giovani orecchie vengano corrotte da suoni che potrebbero bloccarne la crescita. E a proposito di politica, si parlerà di sesso.
Io sono un maiale e non mi sento di giudicare il premier per gli scandali sessuali. Anche io sono stato con una minorenne. Avevo sedici anni. E a proposito di sesso, si parlerà di religione. Se ti tocchi è peccato!
Se mi tocca lei, padre, è reato. Si parlerà di quello che eravamo e di quello che diventeremo. Padri di famiglia che vedono il presente nero e il futuro ancora più nero. Giovani che vedono il presente nero e il futuro peggio di quello di un nero. Siamo sempre più razzisti eppure lavoriamo come negri, fumiamo come turchi e siamo circondati da roba cinese. Solo nella nostra alcova domestica, tra le quattro mura di un monolocale di 12 m, riusciamo a ritrovare noi stessi, a rispecchiarci riflessi in 24 pollici di finzione. Perché ricorda, la Rai ti somiglia!
Pensa quanto facciamo schifo.
Umori molesti di e con Pietro Sparacino
Due nuove denunce e nove nuovi casi, con annessa documentazione medica, di persone residente nelle zone di Cesano, Anguillara, La Storta e Formello che sono state affette da malattie del sistema linfoemopoietico (leucemia, linfoma e mieloma) dal 2006 ad oggi. Tutti atti che il comitato "Bambini senza onde" ha depositato all'attenzione del pm Stefano Pesci, già titolare dell'inchiesta avviata per far luce sulle morti per leucemia nella zona di Roma Nord in questione e le onde elettromagnetiche emesse dagli impianti di Radio Vaticana e della Marina Militare. In particolare gli esposti riguardano i casi di un bambino di sei anni di Santa Maria di Galeria che si è ammalato di leucemia e di un 26enne di Anguillara morto due anni fa.
Il Comitato sta raccogliendo la documentazione medica di persone affette appunto da malattie del sistema linfoemopoietico residente nelle zone in questione.
Allo stato sono circa venti i casi di persone ammalatesi dal 2006 al 2011, di cui nove già appunto depositati in Procura con tutta la relativa documentazione medica e undici in corso di raccolta. Non solo, anche un'altra persona, una donna di 48 anni, è morta nel gennaio scorso per leucemia. Una raccolta di atti, cominciata dopo la diffusione della perizia epidemiologica svolta in sede di incidente probatorio dal gip Zaira Secchi, per verificare l'eventuale sussistenza tra i decessi avvenuti tra la fine degli anni Ottanta e il 2003 e le onde elettromagnetiche.
Nelle conclusioni dell'accertamento gli esperti affermavano come "lo studio suggerisce che vi sia stata una associazione importante, coerente e significativa tra esposizione residenziale alle strutture di Radio Vaticana ed eccesso di rischio di malattia per leucemia e linfomi nei bambini (0-14 anni), e che le strutture di MariTele, in modo limitato e additivo, abbiano plausibilmente contribuito all'incremento di quel rischio". Nell'ambito di questo procedimento sono iscritte sul registro degli indagati con l'accusa di omicidio colposo cinque persone: per quanto riguarda Radio Vaticana sono Roberto Tucci e Costantino Pacifici (oltre a Pasquale Borgomeo morto nel 2009); mentre per il centro della Marina gli ufficiali Gino Bizzarri, Vittorio Emanuele Di Cecco e Roberto Emilio Guarini.
Secondo la perizia "per quanto concerne lo studio di mortalità relativo alle strutture di Radio Vaticana, le condizioni di prova richiesta si sono verificate", a differenza di quanto emerso per l'impianto della Marina Militare. L'invito quindi del Comitato alla Procura è di proseguire negli accertamenti ipotizzando un reato più grave.
Radio Vaticana, il Comitato denuncia:
nove nuovi casi di leucemia