liberi tutti

 

Queste parole sono state dette dal “Leader massimo” cosi è definito da qualcuno Massimo D'Alema. Vorrei condividerle, ma non posso perché non mi fido oggi né di Lui né di loro. Pensate che hanno condiviso tutto ciò che è stato fatto dai governi che hanno peggiorato la vita degli sfruttati, basta vedere la triste realtà non solo a livello economico e sociale, ma anche l’eliminazione della dignità collettiva e individuale dei ceti deboli della società, dettata in particolare dal peggiore presidente della Repubblica che il nostro Paese abbia avuto: Giorgio Napolitano.

Mi auguro che gli “arrivisti” di sempre non abbiano la strada spianata ancora una volta perché si è arrivati alla frutta. Una volta durante la mia vita politica gli arrivisti c'erano, ma venivano controllati e ostacolati dalla partecipazione attiva dei cittadini e dei militanti in modo particolare nel PCI, ma da alcuni decenni la Questione morale invece di affermarsi è stata sconfitta.

Nella mia militanza nel PCI non sono mai stato maggioranza, sono stato sempre minoranza e in particolare dal XVI Congresso nazionale in poi ed inoltre con la mia autonomia politica e culturale oltre il mio carattere ho sempre cercato di fare la politica delle idee. Non mi è mai piaciuto fare il portaborse, ho cercato sempre di fare il portatore d’acqua e ne sono soddisfatto, ma vedere sviluppare in maniera esponenziale così il mondo degli arrivisti, mi chiedo se ho fatto bene.

Sono consapevole che anche nella maggioranza del PCI c'erano portatori d’acqua e non solo io, mi auguro che non si fidano anche loro e anche se la partecipazione è diminuita si scopra nuovamente che la Vigilanza è rivoluzionaria.

Oggi bisogna pensare visto il triste quadro politico nazionale ed europeo che un tipo di Federazione la sinistra ne ha urgente bisogno, ove tutti devono avere gli stessi diritti e doveri compreso i comunisti e a sinistra si abbandoni finalmente l’anticomunismo iniziato alla fine degli anni ottanta. Ognuno deve mantenere la propria identità e autonomia perché è improponibile un partito o movimento unico viste le differenze di linee politiche. Se non si fa questo allora davvero gli arrivisti sono divenuti maggioranza, perché se si vuole il riscatto di un popolo e di una classe serve unità, studio e organizzazione. Dannoso è se qualcuno cercasse di curarsi il proprio orticello. Credo che non occorrono altre iniziative che servono solo ad alcuni per credere di essere vivi e non per il grande bisogno che da molto tempo c’è.

Concludendo mi auguro di poter dire presente se si apre un tavolo d’incontro e di lotta unitaria per  tornare a vedere la primavera.


Giampiero Nicolini