centrale del mercure, danni, bugie e disinformazione

 

La strategia mediatica di ENEL, quella di divulgare bugie, mescolate a mezze verità, riprende all’indomani della presentazione dei ricorsi al TAR contro l’ennesima autorizzazione “farlocca” della Regione Calabria. Autorizzazioni già due volte bocciate dai Tribunali Amministrativi. E questo è un fatto.

L’ENEL ha il supporto di tanti Enti e Istituzioni. Supporto a pagamento, visto gli indennizzi che la società elettrica si è impegnata a pagare un po’ a tutti se la centrale va in funzione. Ma se l’ENEL paga un indennizzo allora ammette anche che ci sia il danno!

Ricordiamo a qualche smemorato che l’opposizione non viene da uno sparuto gruppo di 30 persone, ma dai residenti nella Valle che hanno manifestato in migliaia davanti alla centrale almeno 2 volte da quando è cominciata questa vertenza. Ricordiamo anche che i favorevoli alla centrale sono riusciti a mobilitare “di peso” poche decine di persone, queste sì arroganti e provenienti da altrove.

Le migliaia di persone hanno manifestato perchè sono preoccupate per la loro salute e per l’impatto negativo che questa centrale darà all’economia del territorio. Come si può negare l’evidenza in queste poche ore che la centrale ha funzionato? L’aria è diventata irrespirabile e i miasmi si diffondono nel territorio circostante raggiungendo anche i centri storici dei comuni vicini.

Nessuno vorrà andare in vacanza in un Parco Nazionale, patrimonio dell’UNESCO, dove l’aria è irrespirabile! Che fine faranno le migliaia di persone dell’indotto turistico, del commercio, dei prodotti tipici, dei servizi connessi?

L’ENEL sa benissimo, e lo sanno anche i bambini, che questo ecomostro non potrà essere alimentato nel lungo termine con biomassa prodotta localmente, perchè non disponibile nelle quantità richieste di almeno 15.000 quintali al giorno (!). Si assuma quindi tutta la responsabilità di aver creato aspettative e incoraggiato investimenti onerosi ad imprenditori locali, con il rischio di vedere distrutti in pochi anni la disponibilità di legname per consumo locale, con rovinosa ricaduta negativa sull’economia delle popolazioni locali.

Se poi ENEL vuole far credere che movimentare sul piazzale in modo caotico, avanti e dietro, sopra e sotto, tonnellate di biomassa in fermentazione bagnata dalle piogge, sia un modello di alta tecnologia energetica, ci chiediamo se quando asciutta con forte vento non siano costretti ad inseguirla nei campi circostanti con paletta e secchiello.

Negli ultimi anni l’ENEL si è affannata a pagare studiosi che affermassero la innocuità dei miasmi prodotti dalla centrale. Adesso che la puzza è intollerabile è abbastanza ridicolo citare l’ARPA Basilicata che afferma che l’impatto ambientale della centrale è irrilevante

Sono stati tanti gli interventi in Parlamento sulla centrale, di tanti gruppi politici diversi, senza mai avere risposte concrete. Neanche sulle interrogazioni, assai gravi e circostanziate, presentate sui rischi di infiltrazione “ndranghetista al seguito della riapertura della centrale.Rischi denunciati, con nomi e cognomi dalla stampa nazionale e locale. E sui quali ENEL continua a tacere senza smentire alcunchè.

Noi, le cinquanta Associazioni aderenti al Forum “Stefano Gioia”, siamo per il Parco Nazionale del Pollino, per le sue incredibili bellezze e per le occasione di crescita e di sviluppo che esso rappresenta. Non possiamo perciò che essere contro una centrale tra le più grandi d’Europa che per sopravvivere dovrebbe “ingoiare” centinaia di migliaia di tonnellate di alberi l’anno, distruggendo foreste, favorendo dissesti idro‐geologici e aggredendo il Parco anche con le centinaia di camion che dovrebbero portare giornalmente “cibo” per il mostro del Mercure.

Per ulteriori informazioni Relazione Rabitti‐Casson ​https://pollinonocentrale.wordpress.com/relazionerabitti‐casson/

Forum “Stefano Gioia” delle Associazioni e Comitati calabresi e lucani per la tutela della Legalità e del Territorio