no tav
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Riceviamo e pubblichiamo questa lettera aperta di un NO TAV
Gentile signora Schiavazzi (la Repubblica),
chieda alle compagne ed alle mogli degli agenti che così tanta simpatia e tenerezza le ispirano, se sono altrettanto fiere delle seguenti azioni compiute dai loro eroici uomini e mariti in divisa nei confronti di altre donne (tutti mi risultano piuttosto ben documentati e comprovabili):
ragazza che ritorna alla Maddalena per smontare la sua tenda (dopo il salvacondotto concordato) attorniata da un gruppo di agenti che le propongono uno stupro di gruppo;
donna anziana cuoca del presidio della Maddalena, violentemente schiaffeggiata;
donne di ogni età in prima linea a difesa di una barricata che rischiano di essere uccise dalla tenaglia di una ruspa guidata da un agente;
donne di ogni età ed anche anziane costrette ad arrampicarsi per i boschi accecate ed intossicate dal gas dei lacrimogeni &...
Siccome anch'io ieri ero lassù e pure per me esisteva una famiglia, una moglie ed un figlio in comprensibile ansietà che mi aspettavano a casa, per la trasparenza e correttezza della comunicazione che così le stanno a cuore e la sensibilità sui temi al femminile che caratterizza spesso i suoi articoli, cosa ne direbbe di provare ad abbandonare per una volta i luoghi, i salotti ed i locali da happy hour del centro torinese da lei tanto amati e frequentati, e raggiungerci questa sera alla fiaccolata che faremo a Susa?
Avrebbe così modo di vedere da vicino tante altre donne altrettanto fiere dei loro uomini, ma che a differenza delle mogli degli agenti stanno di fianco ad essi per difendere insieme gli stessi valori, le stesse idee, il futuro dei loro figli e la loro terra.
Se così sarà io sarò lieto di conoscerla, presentarle mia moglie ed il mio bambino di un anno ed offrirle un aperitivo (pensi. li fanno anche qui in montagna).
Se così non sarà, avrò la prova che al di là delle apparenti frivolezze sulle quali intrattiene le sue lettrici (e lettori), lei è una giornalista di parte e per nulla al servizio della trasparenza e correttezza della comunicazione.
Cordiali saluti
Andrea Galli
Lettera aperta di un No Tav
Val Susa. Fabiano Di Berardino, è il nome di un ragazzo del TPO, centro sociale di Bologna, massacrato dalla polizia durante la manifestazione NO TAV, domenica 3 luglio 2011, e ora ricoverato al Traumatologico di Torino con frattura al cranio e al polso. Di Berardino è stato preso dalla Polizia e chiuso in un furgone dei militari, dove è stato manganellato, e picchiato con una spranga di ferro che gli ha procurato fratture al polso e al cranio. Gli è stato versato addosso dell’urina e lasciato poi al sole delirante. Fortunatamente, durante una breve visita di un medico militare, Di Berardino è riuscito a fornire i nomi di alcuni agenti della Digos di Bologna per fare capire che non era un blak blok. A quel punto, viste anche le sue condizioni gravi, è stato trasportato al Traumatologico di Torino dove nelle prossime ore dovrà essere operato. Abbiamo raggiunto telefonicamente alcuni organizzatori e situazioni come queste non sono rare. Addirittura una donna di oltre sessantacinuqe anni è stata colpita a distanza ravvicinata da un lancio alla testa di un lacrimogeno. Casi come questi sono innumerevoli, poiché la polizia sparava ad altezza uomo. Nelle prossime ore dovrebbe essere in rete un breve video di De Berardino registrato in ospedale dai suoi compagni. Gravi le condizioni di uno studente veneziano, del quale ancora non si conoscono le generalità, colpito a distanza ravvicinata al petto da un lacrimogeno. Attualmente i feriti registrati sono oltre quattrocento.
Val Susa. Si chiama Jacopo Povolato, il ragazzo di Venezia, colpito all’addome a distanza ravvicinata da un lacrimogeno sparato dalla polizia ad altezza d’ uomo. I soccorsi sarebbero stati ostacolati proprio dalla polizia che impediva alle autoambulanze di arrivare in soccorso anche di altre centinaia di feriti. Attualmente le condizioni del ragazzo starebbero migliorando. Dagli organizzatori arriva intanto una segnalazione, cioè che alcuni blak blok sarebbe stati visti vicino al Villaggio Olimpico di Sestriere, dove alloggiano gli agenti della Polizia e Carabinieri che operano nel cantiere della Val Susa.
Bolzaneto Tav
Val Susa. In un video amatoriale girato domenica 3 luglio scorso, in occasione della manifestazione NO TAV in Val Susa, pubblicato sul sito: doppiociecosplinder.com, si vede chiaramente un gruppo di poliziotti in divisa che sparano e lanciano lacrimogeni al corteo pacifico sotto il cavalcavia. Immagini eloquenti che nessun telegiornale di stato renderà mai pubbliche. Soprattutto in un momento di controllo da parte della nuova P4 o vecchia P2. In questo momento il video sta girando anche su Facebook.
Lancio di lacrimogeni