Resistenza e memoria
Resistenza e memoria
Oggi chi attenta all’Unità d’Italia, calpesta i martiri della Resistenza!
La Resistenza è stato un fenomeno generalizzato, presente in tutti i paesi controllati dalla Germania durante la seconda guerra mondiale per sconfiggere il nazismo e il fascismo. In Italia questa lotta sanguinosa è costata il sacrificio di migliaia di vite. Migliaia di giovani si sono immolati per un’idea: l’idea che l’Italia fosse il luogo di tutti e di tutte a prescindere dalla religione, dal sesso, dalla provenienza geografica, dal credo politico.
Un’idea che era alla base della lotta per unire l’Italia alla fine del 1800 come era alla base dell’unità antifascista che ha portato la nascita della Costituzione, l’avvento della Repubblica e della democrazia, la Resistenza armata fu una scelta di popolo, che vide uniti comunisti e liberali, borghesi e contadini, cattolici ed ebrei, militari e sacerdoti: tutti insieme in quei venti mesi, si opposero alla barbarie per avere un paese libero democratico e unito, un pezzo della nostra storia che questo governo e la politica della produttività sempre e comunque vuole cancellare dalla memoria collettiva.
Il ruolo dell’Anpi è principalmente questo: non permettere che il paese venga traghettato in una frantumazione sociale piuttosto che geografica dobbiamo utilizzare tutte le nostre energie affinché quell’esempio di unità, di condivisione e di sacrificio per il bene comune rimanga un riferimento ideale uno stimolo costante e concreto per le nuove generazioni perché oggi sono necessarie tutte le virtù di quei resistenti: il loro concetto di solidarietà
La loro saggezza, la loro onestà, il loro coraggio, la loro determinazione per declinare un nuovo concetto di resistenza, per combattere la violenza dei nuovi fascismi.
All’interno dell’Anpi la presenza dei partigiani, degli uomini e delle donne testimoni della Resistenza al nazifascismo, per motivi anagrafici si riduce sempre di più, per questo motivo la scelta di aprire l’associazione alle nuove generazioni è stata azzeccata e lungimirante: in questi anni la risposta è stata positiva.
Sono tanti i nuovi iscritti attivisti che non hanno vissuto direttamente la Resistenza, ma che credono sia indispensabile continuare a testimoniare il sacrificio di quanti si opposero - a costo della vita - alla guerra di colonizzazione, alle leggi razziali, alle deportazioni, al coprifuoco, alle torture e agli omicidi degli oppositori politici.
Noi, i più vecchi intendo, abbiamo la responsabilità di sostenere le nuove generazioni di renderle capaci di essere determinate come lo siamo stati noi, anche nelle scelte più difficili, per esempio nella scelta degli strumenti politici da utilizzare per resistere alla violenza di questo fascismo crescente, che ha già diviso il paese!
Non è forse una violenza non avere la sicurezza del reddito e quindi di un futuro dignitoso? Non è forse una violenza lasciare che migliaia di migranti restino nella clandestinità e fatti passare o come ladri di lavoro o solamente capaci di crimini? Non sono forse violenza i tagli indiscriminati alla scuola, alla cultura e ai servizi sociali? E non è violenza la diffusione dell’illegalità e dell’evasione fiscale delle classi più abbienti? Non è forse violenza obbligare tutti ad una sola religione, una sola cultura come fanno i leghisti o come vorrebbero i neo fascisti?
Le nuove generazioni hanno tutta la responsabilità di tener fede ai valori degli uomini delle donne che hanno fatto l’Italia
la responsabilità dell’unità e della libertà di mantenerne viva la memoria nelle battaglie quotidiane, non solo nelle commemorazioni, perché continueranno! Ci proveranno ancora ad infangare l’eroismo dei protagonisti della Resistenza, a ridimensionare il pensiero e l’azione dei partigiani, proveranno ancora a mistificare la storia. Fiero sia il ricordo!
Le nuove generazioni hanno la responsabilità di difendere la nostra memoria e le nostre azioni.
Mi rivolgo a voi giovani antifascisti: vi auguro di continuare a farcela come già è successo nei momenti più dolorosi e difficili, anche se per una serie di ragioni che oggi tutti chiamano storia a qualcuno di noi giovani degli anni ’40 del secolo scorso, resistere e testimoniare ci è costato il sacrificio di migliaia di morti.
E quando anche l’ultimo di noi non ci sarà più, se racconteranno altre storie, se tenteranno di manipolare i fatti… beh, resistete per noi, nessun passo indietro! Toccherà a voi, sarete voi i testimoni di una storia e una speranza che i vostri padri e i vostri nonni hanno chiamato Italia. Siate testimoni della Resistenza, testimoni dell’Anpi: l’orgoglio e la libertà portateli con determinazione nelle strade, nelle piazze, tra gli affetti, nei rapporti di lavoro.
A me, Zaccaria Verucci, questa grande forza e questo immenso credo me lo hanno lasciato in eredità i miei compagni caduti resistendo nelle azioni dei gruppi partigiani, me lo hanno lasciato in eredità quelli che nell’Italia liberata hanno continuato insieme a me a testimoniare le atrocità della guerra e del fascismo, per tenere viva la memoria ancora per gli anni che verranno: spero che un posto per loro possa continuare ad esserci ancora nella vostra anima e nel vostro cuore.
Zaccaria Verucci
Roma 13 novembre 2010