Il Viaggio legale

 

La via Emilia, un’auto e un obiettivo importante: la costruzione di un percorso di cittadinanza e contrasto alle mafie tramite le armi della cultura, della formazione e dell’informazione. E’ questa l’essenza del progetto “Il Viaggio Legale”.


La via Emilia è l’arteria principale della Regione Emilia-Romagna, la spina dorsale della regione, ma anche territorio appetibile per le mafie come dimostrato dalla recente inchiesta “Aemilia”.


L’auto è una Citroen Mehari. Non una qualsiasi, quella sulla quale il giornalista Giancarlo Siani fu brutalmente ucciso il 23 settembre 1985 a Napoli.


Le armi sono quelle che ci mette a disposizione la cultura: editoria, arte, cinema, teatro, formazione, solo per citarne alcune.

L’idea di realizzare un percorso di cittadinanza e contrasto alle mafie lungo la Via Emilia con la Mehari di Giancarlo Siani, nasce ad aprile 2016 da un’intuizione di Caracò e IoLotto. Un’idea condivisa che ha subito trovato l’adesione totale della FILT CGIL Emilia-Romagna e Bologna, da sempre attenta al fenomeno delle infiltrazioni criminali nel settore dei trasporti.

“Il Viaggio Legale”, vede tra i promotori, FILT CGIL Emilia-Romagna e Bologna, Caracò, Libera Emilia-Romagna, IoLotto e CNA FITA.
Il progetto rientra, inoltre, all’interno di “inFILTrazioni Legali”.


Obiettivo del progetto:

L’obiettivo del progetto “Il viaggio Legale” è realizzare un percorso di cittadinanza e contrasto alle mafie che attraversando la via Emilia miri a creare cittadini consapevoli e responsabili attraverso percorsi culturali, di formazione ed informazione, spaziando tra editoria, arte, cinema, teatro, formazione, nuove tecnologie dell’informazione (internet, social media, ebook, mobile communication) e buone prassi nel mondo del lavoro, avendo come base solida i principi della legalità, dell’etica e della cultura dell’antimafia.

Un obiettivo condiviso anche da Giancarlo Siani, che da giovane giornalista del Il Mattino di Napoli, ogni giorno lavorava con passione e senza sosta per descrivere la realtà in cui viveva, mettendo a disposizione dei suoi lettori quante più informazioni possibili per aiutar loro a comprendere il fenomeno mafioso e il radicamento della criminalità organizzata, spesso sfidando a petto nudo i clan svelandone i segreti raccontandoli in prima persona, esortando e sollecitando con i suoi articoli e parole la conoscenza nella coscienza della gente.
Proprio dalla Mehari, l’auto in cui la vita di Giancarlo Siani fu brutalmente spezzata a 25 anni, intendiamo partire per proseguire il suo percorso. Il viaggio diventa così metafora per costruire nuove relazioni tra enti, scuole, associazioni, mondo del lavoro, delle imprese ed esperienze associative impegnate sui temi del contrasto alle mafie, con l’auspicio che questo viaggio contamini positivamente le molteplici tappe della via Emilia che verranno raggiunte.

L’idea prende spunto da un progetto nato a Napoli nel ventottesimo anno dalla scomparsa di Giancarlo Siani, un format dal titolo “In viaggio con la Mehari”, un’installazione itinerante per la città con a seguito presentazioni e dibattiti, mostre e spettacoli come antidoto al contrasto alla camorra. La partecipazione come strumento vivo e utile alla partecipazione democratica per parlare di camorra, di precariato, di adolescenza deviata, di economia inquinata e di corruzione.

Intendiamo, dunque, ri-azionare la Mehari di Giancarlo e farla partire per un lungo viaggio in Emilia Romagna e far si che quella che anni fa è stata un’importante e buona prassi per la lotta alla camorra, lo possa essere anche per la regione Emilia Romagna sempre più costretta a misurarsi con la presenza mafiosa ed il condizionamento del proprio territorio.


(continua)