vigilanza rivoluzionaria

 

A noi comunisti ci è stato insegnato che la vigilanza è rivoluzionaria. Pertanto anche con i nostri limiti a essa ci richiamiamo. Leggo sabato 14 gennaio 2012 sulle pagine de “il Fatto Quotidiano” l’articolo di fondo titolato “Non staremo a guardare” di Paolo Floris d’Arcais che ho trovato lungimirante.

Già da ora dichiariamo che anche noi vigileremo e in piazza ci saremo. Paolo ci ha insegnato molto, ci insegna e ci insegnerà ancora molto, riconosciamo a lui le sue qualità, la sua lungimiranza e il suo intelletto che è superiore al nostro. Riconoscendo però a Lui queste qualità non possiamo non mettere in evidenza che noi de “Le Rimesse” e dell’associazione culturale “Il Migliore” lo abbiamo preceduto non perché siamo più bravi ma, perché siamo più liberi. Lui scrive solo ora questo articolo non perché prima aveva le idee annebbiate o confuse ma perché sulla stampa si hanno certi pregiudizi. Il ritardo del suo articolo avviene addirittura su il giornale su citato che è nel nostro Paese se non il più libero sicuramente uno dei meno condizionati. Però noi ci sentiamo più liberi anche se non abbiamo le stesse capacità sia intellettive e sia di mezzi materiali, pur tutto ciò si possono vedere le nostre chiare posizioni sul nostro sito ed in particolare sulle pagine che trattano gli stessi argomenti che sono in evidenza sul sito “La Liberazione” e “Allarme a tutta la sinistra”.

Da sempre ci sentiamo i più liberi e i meno condizionati si rilegga la nostra storia del secolo scorso con obiettività e credo che anche tutti i giornalisti e i lettori del Fatto e se onesti lo sappiano, ma leggendo tutti i giorni questo giornale ci accorgiamo che non è così per tutti loro. Non sappiamo però, perciò chiediamo: sapete o mentite quando a volte scrivete?

Nel seguitare ad apprezzare Paolo Floris d’Arcais gli mettiamo a disposizione gratuitamente i nostri fogli del periodico “Le Rimesse” di proprietà dell’Associazione Culturale “Il Migliore” che più democratico di esso nel Paese non c’è, lo diciamo con la condizione vera perché noi tutto ciò che ci è arrivato abbiamo pubblicato altri giornali invece a noi ci hanno censurato compreso il giornale che tutti i giorni compriamo, leggiamo e sosteniamo.      


Giampiero Nicolini